mercoledì 29 maggio 2013

Prima del grande freddo maggiolino [4]

Ebbene sì, un freddo ai limiti del battito di denti, per essere alla fine di maggio. 
L'ondata di maltempo eccezionale che negli ultimi giorni ha portato neve sui monti, pioggia torrenziale un po' ovunque, raffiche di vento fortissime e temperature minime di 5°, ha, se non bloccato, quanto meno rallentato gran parte delle fioriture.
Prima però, nella seconda decade di maggio, molte piante avevano sparato le loro cartucce... e meno male.

Iniziamo dalle classiche ma sempre graziose coroncine delle mammillarie: in ordine di apparizione, Mammillaria duwei, M. bombycina, M. carmenae, M. bocasana, M. "un pico", M. karwinskiana ssp. nejapensis e per finire una delle M. elongata che tra tutte le altre, aveva più sofferto gli scorsi anni un pesante attacco di acari ed è finalmente tornata a fiorire.






Anche le rebuzie si sono sfogate in qualche bella fioritura: R. albiflora, R. sp. fiore rosa, R. sp. fiore arancio sfumato (mi dicono albipilosa... ma non ne sono convinta), che mi piace molto ed è un regalo di Rosanna, per cui metto due foto; e poi R. kupperiana, R. heliosa v. cajasensis.





Anche le sorelle sulcorebuzie si sono date da fare: tra tutte, adorrrro la mia amata S. heinzii HS151 che si è prodigata finalmente in una fioritura degna di nota. 
A seguire, S. breviflora L314 e S. taratensis v. minima.



Sul fronte degli Echinopsis in senso lato (ivi compresi Chamacereus, Lobivia e compagnia pungente), proseguono le fioriture dei Chamacereus di cui avevo dato un'anteprima nell'ultimo post: il giallo, il Perla di Verona ed il Rainbow.



Vengono poi un piccolo esemplare di Lobivia famatimensis con un fn diverso da quello della pianta mostrata al post precedente, ma di bellezza a mio parere inferiore; una Lobivia sp. di cui non riesco mai a vedere i fiori completamente aperti, l'Echinopsis ancistrophora dal colore accattivante, di cui ho sparso polloni in tutta Italia, e infine (ma solo per il momento... gli echinopsis stanno ingrossando i boccioli a spron battuto), un Echinopsis sicuramente ibrido sempre proveniente dal "vivaio" di Rosanna, alla sua prima fioritura da quando sta con me.



Veniamo ora ai miei prediletti Echinocereus, che più mi fanno patire e più mi piacciono... è proprio vero che la razza umana, soprattutto quella con tendenze cactofile, è stupidamente masochista.
Uno dei più belli del genere: Echinocereus gentryi, che dopo un anno di pausa si è di nuovo fatto notare col suo (unico) fiore rosa che si apre la sera e si chiude la mattina, per molti giorni consecutivi.
Poi un E. chisoensis, nuovo acquisto di aprile, che lascia intravvedere tra i petali non proprio ben distesi una sfumatura molto intrigante.



I Gymnocalycium quest'anno si fanno attendere, l'unico a mostrarsi in una fioritura schifosetta è stato il G. bruchii, anch'esso reduce da un poderoso attacco di ragnetto rosso di cui porta ancora i segni.


Tra le fioriture sparse, meritano un posto di rilievo i soliti Thelocactus bicolor v. tricolor e Turbinicarpus macrochele, mentre tra le novità annovero un interessante ma piccolo Ortegocactus macdougallii preso ad ottobre dal mitico Longo e già fiorito. 
Concludo infine con un'aizoacea molto festosa, l'Oscularia deltoides, ricavata da talee sicule, che dopo alterne vicissitudini (vedi ghiaccio, neve e una posizione poco riparata in inverno per mancanza di spazio in serra), è riuscita a sfoderare finalmente una fioritura degna di questo nome, profumata, colorata e duratura.




Per ora è tutto, cari amici vicini e lontani, ma non finisce mica qui!