giovedì 25 ottobre 2012

Vacanze? Le famo istriane!

Come promesso, eccovi qualche foto della piccola vacanza trascorsa sulla costa istriana la scorsa estate.
Apro una parentesi giustificativa: finché posso cercherò di non rinunciare alla mia settimana di vacanza annuale, anche in questi deprimenti tempi di crisi. Sembra una scelta da privilegiati, ma basta fare la fame il resto dell'anno. In realtà non siamo affatto deperiti, ma risparmiando in altri settori, scegliendo mete non troppo esotiche e un'accomodation comoda ma parsimoniosa per una famiglia di 4 persone, ancora, e sottolineo ancora, è fattibile. Resta da vedere per quanto.

Meta di fine agosto è stata per la seconda volta la Croazia, per la precisione la penisola dell'Istria: raggiungibile anche via auto, economica nel soggiorno, soddisfacente sotto diversi punti di vista: storia, paesaggi, gastronomia. 
Scegliamo di prendere un appartamento privato in affitto, prenotandolo via e-mail. Per nostra fortuna l'abbiamo anche trovato, grazie alla serietà di Maurizio e Romina.
Partiamo un venerdì mattina (in barba al proverbio che mette in guardia di non partire né di venere né di marte) e con calma ci dirigiamo verso Trieste, per fermarci un giorno nella bella città ricca di storia che non avevo mai visitato. L'impressione è proprio quella che sia una città di confine, e ben presto si capisce perché viene detta la mitteleuropea. 
Prima tappa al Castello di Miramare, bella costruzione ottocentesca dalle linee austere ma dalla posizione invidiabile e dal risultato nel complesso affascinante. È circondato da un bel parco con molte essenze, laghetti, ponticelli, tunnel e zone di relax, ma purtroppo non è molto valorizzato, anzi, l'ho trovato in discreto abbandono, uno dei tanti luoghi in Italia lasciato al proprio destino, malgrado i turisti non manchino di visitarlo.



Il centro di Trieste lo visitiamo in notturna e in parte la mattina seguente, ma è di sera che acquista fascino, con le sue piazze e i palazzi neoclassici ben illuminati nell'oscurità.


Quello che più rimarrà impresso ai figli, è la statua di James Joyce, per noi diventata il "finto mimo": solo dopo qualche ora ci siamo resi conto che non era un uomo travestito... troppo strano che non avesse mai cambiato posizione per tutto quel tempo. Quando si dice essere svegli.
Arriviamo a Rovinj, Rovigno per gli italiani, nel pomeriggio del sabato.
Prima tappa: bagno al mare, d'obbligo appena si arriva nel luogo di vacanza.
Rovigno è un comune bilingue, in cui l'italiano è studiato obbligatoriamente nelle scuole, per cui non si hanno neanche troppi problemi di incomprensioni linguistiche, per noi italiani, notoriamente carenti in lingue estere. Vi consiglio di non partire in agosto perché le code alla dogana sono chilometriche, ma se proprio non potete farne a meno come noi, rivolgetevi al casello sul lungomare (per intenderci, passando da Portorož) in quanto le formalità doganali si sbrigano più rapidamente.

Qualche panorama di Rovigno di giorno e di notte, con la Cattedrale di Santa Eufemia, patrona della città, a svettare sulla penisoletta adagiata sul mare, dall'aria vagamente veneziana.






I graziosi vicoletti di epoca romana, con bei palazzi e le scalinate per arrivare alla chiesa.


Rovigno nei souvenir: una ricostruzione in miniatura... accidenti, mi rendo conto solo ora che mi sono lasciata scappare l'occasione di comprarci casa!
Gabbiani ovunque: a passeggio, a prendere la tintarella (sarà per questo che sono così neri?) e in volo...



Alcune spiagge di Rovigno, dislocate sia a nord del paese, prima del pittoresco canale di Lemme, o a sud, sulle falangi del piccolo promontorio di Slatni Rt, completamente ricoperto di natura selvaggia e protetta, che occorre naturalmente attraversare a piedi prima di poter raggiungere il mare.


Inutile dire che i figli, da buoni amanti del mare come i genitori, hanno trascorso buona parte del loro tempo in acqua, intenti in attività di snorkeling, o di wrestling acquatico... ecco perché poi alla sera ingoiavano ćevapčići fino a scoppiare.


D'obbligo in quelle rive sassose e piene di scogli due cose: le scarpette da mare, in alternativa alle pinne (ma per chi ha i piedi di amianto va bene anche avventurarsi scalzi), e le tipiche stuoie imbottite in gomma piuma o i materassini da campeggio da portare sempre appresso per potersi sdraiare più comodamente in spiaggia, o sul cemento, o anche sotto le pinete per godere dell'ombra e del fresco.

La penisola del Kamenjak, un'oasi di natura incontaminata, come gran parte dell'Istria tra l'altro, selvaggia, aspra, brulla, con invitanti acque cristalline e percorsi naturalistici.
D'obbligo anche una gita in barca, tramite i numerosi taxi-boat che partono dal porto, alle isole antistanti, Santa Caterina e l'Isola Rossa in primo luogo. Quest'ultima è composta da due isolotti uniti tra loro da un ponte sul mare ed è dotata di un grande hotel molto frequentato. Curiosi i percorsi ayurvedici disseminati qua e là lungo gli stradelli... e curiosi per non dire altro, i tipi che come me, provano pure a mettere in pratica quanto scritto sulle istruzioni, senza tuttavia trovare alcun giovamento.
Dalla barca l'Isola Rossa si presenta quasi, ma molto quasi, come un atollo delle Maldive, con una bella spiaggetta ciottolosa sul lato meno frequentato dai turisti.

Sì, sì, avete visto bene: quel tizio in barca evidenziato dal circolino rosso è a chiappe all'aria, ma qui i nudisti sono all'ordine del giorno, nonostante, rispetto a qualche anno fa, i luoghi a loro riservati siano rimasti pochi, giusto un paio di campi naturisti e delle calette un po' nascoste. Se ne possono incontrare un po' ovunque, sotto le pinete, sugli scogli un po' più impervi appena dopo una spiaggia affollatissima... ecco perché mio figlio, notoriamente pigro, se ne andava sempre a fare due passi tra gli scogli...

Se avete una barca (beati voi) potete approdare alle baie più deserte ed incontaminate, ma le attrazioni comunque non mancano, come ad esempio le varie località marine disseminate lungo la costa, PolaParenzo, Umago, Abbazia, e poi i percorsi eno-gastronomici, i percorsi storici, quelli naturalistici, e per chi ha tempo a disposizione e figli poco lagnosi, i meravigliosi laghi di Plitvice, distanti però diverse centinaia di chilometri: impensabile la visita nell'arco di una sola giornata. Bisognerà tornarci (si dice sempre ma non si fa mai).
Verso l'interno vi sono alcuni paesi medievali meritevoli essere visitati, uno per tutti Montona, abbarbicato su una collina in mezzo alla campagna istriana e famoso per i tartufi.


Casualmente la strada del ritorno prevedeva anche il passaggio nei pressi di Sottoselva di Palmanova, e considerando che la coda per il rientro intasava l'autostrada rallentando schifosamente il traffico, per la gioia di marito e figli abbiamo fatto tappa presso la serra di Franco, piena di bellissimi cactus, per la maggior parte seminati da lui: in particolare Coryphanthe, Thelocactus, Ferocactus, Opuntie, Chamacereus ed Echinopsis ibridi, un vero tripudio immaginarseli fioriti. Purtroppo eravamo così di fretta che non ho potuto neanche scattare nessuna foto, ma il tempo di scambiare esperienze con chi ne sa di più di me e di conoscere persone umanamente valide, me lo sono preso tutto. Per gli acquisti vi rimando ai post successivi, tranquilli che non mancherò di mostrarveli tutti... anzi, mi dovrete dire basta!

Fine del viaggio. Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma son stata fin troppo prolissa.
E anche per quest'anno la mia sete di conoscenza di posti nuovi è stata in qualche modo placata.