giovedì 24 maggio 2012

Le mie Echeveria

Eccomi di nuovo qua con un nuovo post monogenerico: le Echeverie. 
Che poi, è corretto mettere al plurale un genere? Non credo, però mi piace lo stesso dire echeverie... mi auguro che riuscirete a sopportarlo.
È una collezione, la mia, non molto vasta in quanto cerco di limitarmi con le succulente a foglia a causa del grande spazio di cui, crescendo, necessitano, alcune però risalgono agli albori della mia passione, quando venivo catturata soprattutto dalle forme e dai colori di queste belle piante decorative, e per questo ne sono molto affezionata.
Come sempre fornirò informazioni che derivano dalla mia personale esperienza e non dalle enciclopedie. Per dovere di cronaca scientifica, vi dico solo che le Echeveria appartengono alla famiglia delle Crassulaceae e sono originarie in gran parte del Messico e più in generale dell'America centrale.

Echeveria cv. Black Prince
Una delle prime comprata nel 2005, marcita nello stesso anno per inesperienza totale (l'ho lasciata sotto le piogge battenti di settembre nel vasetto di acquisto... drenaggio 0 - marciume 1), fatta ripartire pian piano da talee di foglia e di gambo.
Per vostro sommo gaudio, vi presento la sua fotostoria: sono sicura che ne apprezzerete i ritmi imponenti di crescita, se non vi addormentate prima.
Appena acquistata...


... subito marcita al colletto
Riparatenza da talee - 2006
... nel 2007...






... nel 2008...

... nel 2010... il resto è storia
Anno 2011: diventata bellissima, è stata indebolita da un grosso attacco di cocciniglia scoperto tardi, vinta per ora la battaglia perdendo solo qualche rosetta.
Allo stato attuale è così:



Fiorisce in piccoli fiori rossicci a grappoli verso fine estate - autunno (foto dell'anno scorso).
È particolare per la sua colorazione nerastra, accentuata dall'esposizione al sole.



Echeveria pulvinata
Presa anch'essa nel 2005, ha perso presto la sua compattezza allungando molto i gambi, complice forse anche un'esposizione molto ombreggiata. Potrei risolvere tagliando i gambi spogli e ripiantando le rosette, ma dal momento che sono nati diversi getti lungo di essi, per ora preferisco lasciarla così.
Fiorisce a fine inverno, di solito, tranne quello appena trascorso in cui non si è degnata di farlo.
Ciò che la rende affascinante ai nostri occhi di grassofili sfegatati sono le foglie pelose e le sfumature delle foglie rosse, ancora più intense se messa al sole.




















Echeveria runyonii cv. Topsy Turvy
Cresce tantissimo emettendo numerosi polloni lungo il gambo, è sicuramente una delle più prolifiche e conseguentemente donate agli amici.
Fiorisce da inizio a fine estate con una fioritura pirotecnica, una delle più vistose del genere, cosa che la rende molto apprezzabile; molto bella anche la sua colorazione glauca che non la fa passare inosservata.




Echeveria cv. Perla di Norimberga
Proveniente da un prelievo furtivo dal garden vicino casa, 2-3 anni fa, era un pollone non più grande di 2 cm di diametro; ora sta in una ciotola del venti. Cresce piuttosto in fretta, quest'anno fiorisce per la prima volta e mi piace per la sua colorazione violacea, resa ancora più intensa grazie ad un'esposizione, indovinate un po'? assolata.















Echeveria secunda 
Si può trovare anche sotto il nome di Echeveria glauca. Anch'essa ha una bella storia, arrivò in una busta gialla insieme ad altre piccole piante scambiate con un'amica del forum di Giardinaggio.it, era un cincinino di 2-3 cm e nel giro di 3 anni ha raggiunto il diametro di 20 cm circa, producendo anche diversi polloni che a mia volta, periodicamente, regalo agli amici. Vi risparmio la sua fotostoria, ma avete capito che mi piace per motivi prettamente sentimentali, oltre che per la sua bella rosetta geometricamente perfetta.
La fioritura avviene in primavera-estate e dura molto a lungo.

























All'acquisto
Echeveria shaviana
Esteticamente molto accattivante, con le sue foglie ondulate ed arricciate.
È un acquisto dello scorso anno, attualmente necessita di un secondo rinvaso in una bella ciotola larga, ma attendo la fine della fioritura che come vedete sta appena iniziando.


All'acquisto





Echeveria setosa var. ciliata
Acquistata in un mini vaso nel 2011 insieme alla shaviana, attrae per la pelosità delle foglie.
Non è ancora fiorita, ma appena lo farà completerò il post con la foto della sua fioritura, per par-condicio.





Echeveria agavoides
Ebbene sì, è un'ex verniciata, presa nel 2008 completamente dipinta di rosso, l'ho pazientemente lavata e adattata alla coltivazione all'aperto: è letteralmente esplosa.
Ora sembra che la rosetta principale non riesca più a crescere, probabilmente nel ristretto spazio di quella ciotola non ce la fa ad allargarsi; non vorrei, ma dovrò rinvasarla.



Fiorisce copiosamente nella prima primavera e questa fioritura lunga ed abbondante, oltre alla sua buona resistenza al freddo e alla capacità di riprodursi in fretta, la rende una delle echeverie più coltivate.








Ed ora, ultima ma assolutamente prima in bellezza e snobismo, vi presento l'ultimo acquisto 2012: la tanto agognata, ricercata, ambita, desiderata... ta daaaaaaan!


Echeveria laui
Considerata una delle più belle ed eleganti del genere, è anche la più schizzinosa fra le sue sorelle: sembra che marcisca anche sotto le mani di coltivatori più esperti, quindi, conoscendo le mie capacità, l'ho già messa in riproduzione tramite foglie prelevate dallo scapo floreale. Sembra infatti che sia il secondo metodo di riproduzione che funzioni, oltre alla semina.
La sua triste fama di soffrire i marciumi radicali la rende comunque una delle succulente più desiderate anche dai cactofili più spinosi, tant'è la sua bellezza: la pruina così fosforescente la rende inconfondibile, una luce abbagliante tra gli scaffali della serra.
Visto che è in mio possesso da pochi giorni, godetevi le foto ora: dal canto mio, scatta la sfida alla sopravvivenza, con l'augurio che possa ripresentarvela il prossimo anno più bella che mai.