sabato 14 aprile 2012

Un tranquillo week-end di S P A ura

Si capisce dal titolo dove l'ho trascorso? Noooo? Beh, aguzzate l'ingegno, non è difficile... sparate una risposta qualsiasi! Oppure continuate a leggere, e se non vi spazientirete prima, risolverete l'arcano.

Qualche sabato fa, week-end pre-pasquale, io e mia sorella, fresca dei suoi primi 40 anni, abbiamo abbandonato tutto e tutti andandocene a spasso verso i monti Sibillini, destinazione Sarnano, ridente località turistica invernale marchigiana.


Scopo del viaggio era spassarcela lontano dalla solita routine per rigenerare corpo e anima nel vano tentativo di allontanare per un po' lo spauracchio dello stress... stress tornato puntualmente il lunedì mattina, mica che.
Tutto è perfetto: la giornata è calda, il sole splende, il cielo è blu, le gambe sono depilate, il portafogli è pieno, il trolley è pronto, scarpe tacco 10 compreso... l'occasione fa la donna chic.

Partiamo munite di navigatore e mappe stradali, manco dovessimo arrivare a Capo Nord, e raggiungiamo agevolmente (strano) la mèta, tranne una lieve incertezza sul ritrovamento dell'albergo, raggiunto per vie traverse, ma raggiunto. Entriamo un po' spaesate, la signora ci vede e già ride... forse è ancora spaventata dalla telefonata surreale di 15 giorni prima. Dopo il check-in, prendiamo qualche informazione essenziale tipo: - ma bisogna stare nude? ci spogliamo qui o là? cosa se magna oggi? - , appoggiamo i bagagli nella bella stanza arredata da nuovo e decidiamo di sfruttare la mezza pensione a pranzo, visto che il primo appuntamento è per le 15,00.


Dopo un abbondante spaghetto alle vongole, un paio di saltimbocca e una porzione di verdure grigliate, ci dirigiamo leggere verso il centro, collegato all'hotel tramite un tunnel-ponte al coperto, il che ci consente di indossare direttamente costume ed accappatoio senza spaurire nessuno.

Essendo bassa stagione, fortunatamente il centro ospita pochi sparuti clienti, e quelli che ci sono sono sparpagliati nelle varie sale. 
Oxy, la massaggiatrice russa assegnataci, ci mostra uso e consumo dei vari ambienti e ci accompagna alle sale dove affronteremo la prima enigmatica prova: il bagno romano


Il percorso consiste in doccia emozionale (nientepopòdimeno che! ...  una doccia: getto d'acqua fresca in un bell'ambientino tutto mosaicato, con faretti colorati, profumi, musica... è un po' come un "belvedere di spigola", semplicemente una spigola col suo contorno), bagno turco e scrub totale, il tutto per una durata di circa 30 minuti. Ovviamente a turno visto che Oxy deve spartirsi fra noi due. 
Entro nella cabina del bagno turco e prima che inizi a spappolarmi a 100°, la tipa spalanca la porta e mi invita a spalmarmi su un lettino caldo: prima mi cosparge di olio di mandorle poi effettua lo scrub con i sali e non so cosa bene altro, poi via di nuovo nel bagno turco per finire di eliminare tutte le tossine e fare il funerale alle cellule morte. Aaah, erano anni che non avevo una pelle così liscia, una quarantina diciamo...


Dopo questo trattamento spaventosamente rilassante, da godere assolutamente ad occhi chiusi, ci rilassiamo nella sala tisaneria, 'na mezza cagata: una serie di lettini sagomati, comodi, ed un dispenser di acqua calda e fredda con qualche bustina di infuso da bere... niente di che, se non fosse che qualcosa, o il massaggio o la tisana (amarrrra), riesce a stimolarmi istinti assopiti. Che avete capito... istinti corporali. Ma nooo! Istinti primordiali... de panza. Insomma, benefici a tutto tondo.

Dopo una breve pausa relax, ci aspetta il massaggio plantare, scelto dalla sorella perché particolarmente antistress. E in effetti, è una goduria in piena regola, 30 minuti di relax totale. Oxy mi porge un paio di mutande usa e getta, visto che il costume è bagnato: scarto e realizzo che è un perizoma di carta. Per fortuna che non ho tolto l'accappatoio, altrimenti avrebbe subito l'opulenta visione di due uova di pasqua con un filo in mezzo, orribile. Durante il massaggio, mi fa presente che ho un'anca bloccata: in effetti è vero, mi verrebbe da dirle che "Ciolanka Sbilenka" ma evito temendo che si possa offendere.


Ed ecco qui a sinistra, la prova concreta che i miei piedi dopo il massaggio erano completamente rilassati.

Finisce così la prima tranche di trattamenti, ce ne torniamo in camera, ci laviamo e ci prepariamo per la serata. Metto le ciabatte bagnate sul terrazzino per farle asciugare presto. Noto che si è un pochino alzato il vento. Scartiamo fin da subito l'idea di andare a ballare come finte giovani in discoteca, dal momento che la mattina successiva il programma inizia alle 9,30. Quindi scartato il tacco 10, indossiamo una cosa comoda, spartana, una spazzolata e via, andiamo in paese alla spasmodica ricerca di un posto dove cenare. Scegliamo un ristorante consigliato dal fratello girandolone, dove gustiamo una ricca e gustosa grigliata. Il cameriere prova a spacciarsi per un simpaticone che non è, per cui da brave mogli, non gli diamo spago per niente.
Breve giro per il paese deserto, a guardar vetrine piene di pecorini e ciauscoli, nel frattempo il vento soffia sempre di più e così decidiamo di tornare in camera. 
All'hotel, sovrastante il paese, non c'era il vento. Deppiù. 'Na bufera. Penso subito alle mie ciabatte sul terrazzino, e si consuma così in pochi minuti il dramma della sparizione della ciabatta. Corriamo subito di sotto alla ricerca della ciabatta spazzata dal vento, e grazie al suo vivace colore fucsia, la ritrovo con immensa gioia un centinaio di metri più in là su un pratino a ridosso di un bosco di pini. Fortunatamente si era fermata giusto in tempo, altrimenti sarei rimasta con una ciabatta spaiata, e cosa più terribile avrei dovuto noleggiarne un paio per la bellezza di 5 euro. 
Spanciandoci dalle risate come due cretine con le lacrime agli occhi per la felicità, anche per quella dei cuochi che ci spiavano dal retro cucina, torniamo in camera, nella vana speranza di riposare per qualche ora: niente da fare, il vento fischia per tutta la notte, sbattendo sulle imposte, che è mancato poco che si spalancassero di botto. 

Dopo una nottata praticamente insonne ed una lauta colazione abbuffè, ci avviamo leggere, fresche e riposate per godere del tanto atteso Idrolife



La vasca è davvero spaziosa, l'acqua è calda al punto giusto, il percorso comprende anche una vasca con acqua fredda per riattivare la circolazione delle gambe, ma ovviamente ci spaparanziamo tutto il tempo (40 minuti) nella vasca idromassaggio con bocchette spara-acqua in ogni dove, persino un lettino che se non ti tieni sul maniglione ti spadella a destra e a manca. 
Ci godiamo il trattamento idromassaggiandoci dalle spalle alle piante dei piedi, quasi sempre in perfetta e rilassante solitudine, tranne un breve momento in cui ci fanno compagnia l'uomo orsetto alto una spanna e qualcosa, e la sua coraggiosa ragazza spagnola (non è vero, ma mi avanzava questa parola con spa).

Forti dell'esperienza del giorno prima, ci cambiamo il costume e indossiamo la nostra biancheria personale, rifilando il perizoma di carta alla bionda Oxy per le sue serate da cubista... sì, lo so, sto sparlando di lei, ma visto il fisichetto, non è da escludere che lo faccia sul serio.

Attendiamo come al solito in tisaneria il nostro turno per il rush finale: il massaggio total body. Compatisco la povera Oxy, destinata quel week-end a massaggiare svariati metri quadri di ciccia, ma lei carina, ci risolleva il morale illudendoci di essere fisicamente nella norma. Dipende da chi definisce le norme, ovvio.
Spampanata sul lettino, subisco passivamente il massaggio da testa a piedi cercando di godermi il relax il più possibile: il massaggio è leggero e rilassante, ma avrei forse preferito un tocco più energico, vigorosamente maschile... meglio così, và, anche perché un altro po' e zompo addosso a Oxy, figuriamoci se ci fosse stato un massaggiatore maschio e muscoloso.
Finito il mio turno, attendo mia sorella in tisaneria, dove all'improvviso c'è una vita pazzesca: ben 6 persone, un pienone! Ma malgrado il chiacchiericcio riesco comunque a fare un mezzo riposino, stanca com'ero dopo la nottataccia col vento infame.
Finisce così il nostro week-end di benessere: anzi no, visto che nel frattempo il tempo è volto al peggio e fa freddo come un mese prima, concludiamo in bellezza con un pranzetto in un'osteria lungo la strada per Sassotetto, sempre consigliata da quel viveur di fratello. Niente male né come ospitalità né come qualità, lo si capisce dai due chili messi su in due giorni. 
E poi lo chiamano trattamento di bellezza! Sì, per la panza.
Torniamo in paese, gremito come non mai (?), per scattare qualche foto ai caratteristici angoli dal sapore medievale.










Bene! Dopo esservi sorbiti tutta questa pappardella, avrete sicuramente capito dove ce la siamo spassata, se non altro per i numerosi indizi spammati a destra e a manca.
Siamo state alla Spa, è chiaro! E, nella speranza che i titolari leggano e vogliano favorire un piccolo bonifico sul mio c/c, vi dico che siamo state esattamente qui, come due sciccose signorotte, a spendere e spandere come non mai (sparagnine come siamo). 
Ho il vago sospetto che rimarrà un'esperienza isolata, un po' per la spesa perché anche se sono soldi ben spesi, in questo periodo problematico bisogna guardare più al sodo; un po' perché non mi sento tagliata per questo tipo di vita; e soprattutto perché non ci ricapiterà di compiere di nuovo 40 anni!