venerdì 6 aprile 2012

Te Bossino!

Scusate se ogni tanto apro una parentesi pseudo-politica, ma questo bisogna ricordarselo. 
E scusate anche se faccio di fretta e non mi viene neanche bene, ma non vale la pena perderci troppo tempo, dopo tutto.
Finalmente cominciano a cadere tutti i birilli. Dopo il Berlusca, a cui dedicai anche un'ode, dopo Fede cacciato dal tg4 (ora attendo con ansia l'addio di Vespa), anche Bossi è dovuto capitolare. Travolto dai soliti scandali a sfondo finanziario (e te pareva) si è dimesso oggi da segretario della Lega, amen.
E poi dava della ladrona a Roma. E poi ce l'aveva duro solo lui. 'Na volta forse. E poi denaro rubato, investito in terre africane abitate da gente che disprezzano, lui e i leghisti del cactus, utilizzato per sé e la sua famiglia, ma a sua insaputa. E poi un figlio senza arte né parte pagato da noi, a nostra saputa. E poi vent'anni di cactussate colossali, di imbrogli, di finte alleanze che hanno contribuito alla decadenza italica, soprattutto quella dei lavoratori onesti. Ma la cosa che non ho mai digerito è stato sapere che le Marche sono considerate parte integrante della Padania: ma vede d'annattene, ci manca solo questa, la metto in curriculum?
Insomma, piano piano i nodi vengono al pettine, si scoprono gli altarini, vengono a galla i brodetti. Certo, al suo posto ci sarà un trio tra cui spicca un Calderoli particolarmente eccitato, ma chissà che tutte queste piccole svolte non siano l'inizio di una nuova era politica? Sì, ne dubito anch'io, ma intanto godiamocele.