mercoledì 28 marzo 2012

I miei Adromischus

In attesa dell'imminente boom delle fioriture primavera-estate 2012, voglio parlarvi delle piante che coltivo, partendo da un genere poco diffuso come quello degli Adromischus.
Non è propriamente il mio genere preferito, tra le non spinose, ma sicuramente uno dei primi in cui il neo-grassofilo si imbatte, perché molto diffuso anche nei garden generici o nei centri commerciali, oltre ad essere di facile coltivazione.

Gli Adromischus appartengono alla famiglia delle Crassulaceae, sono suddivisi in 29 specie raggruppate in 5 sezioni. 
Sono piccole succulente originarie di Sud-Africa e Namibia. Si sviluppano per lo più in larghezza, tappezzando il vaso di coltivazione. Hanno forme molto diverse e particolari, ed è per le maculature più o meno pronunciate che mi piacciono, non tanto per le fioriture, poco appariscenti.


Ne ho soltanto 6 specie, tutte del gruppo dei Longipedunculati, ma punto a trovare in commercio il phillipsiae, l'unica specie che produce fiori rossi campanulati.

Secondo la mia esperienza, sono tra le Crassulaceae più resistenti al freddo: al contrario di piante come Senecio, Kalanchoe nonché di alcune cactaceae, non hanno affatto risentito del gelo che anche quest'anno ha imperversato alle mie latitudini, come avrete sicuramente notato nei vecchi post.
Gradiscono un'esposizione assolata, o comunque molto luminosa: a seconda di quanta luce solare ricevono, possono cambiare colore, assumendo anche colorazioni rossicce o violacee.
Vanno coltivati in terreni porosi e drenati, e vanno annaffiati d'estate con regolarità, facendo come sempre asciugare il terriccio tra un'annaffiatura e l'altra; gradiscono sporadicamente qualche annaffiatura invernale, magari nelle belle giornate miti, o quando vediamo che avvizziscono troppo... non esagerate perché altrimenti non riuscirebbero a sopravvivere alle basse temperature, marcendo.
A proposito di marciume, può capitare che lo facciano in estate, come mi è capitato col cooperi che a fine estate ho dovuto taleare in quanto aveva perso le radici. Non dimentichiamo tra l'altro che essendo sudafricane, avrebbero il ciclo vegetativo inverso, anche se noi cerchiamo di abituarle al nostro ciclo stagionale per motivi pratici.
È bene comunque fare ogni tanto delle talee in quanto sono piante poco longeve: basta una semplice foglia appoggiata sul terriccio per veder nascere in breve una nuova piantina.


I lunghi steli floreali che compaiono in primavera ed estate, sono spesso preda di afidi, da combattere con aficida o con soluzioni casalinghe di acqua, sapone di marsiglia e aglio. Io a volte per non sbagliare ci metto anche l'alcool, e via.
In alternativa, se avete la fortuna di incontrarlo, fatevi ripulire le piante infestate da cocciniglie e afidi dal Cryptolaemus montrouzieri, un coccinellide predatore di questi parassiti; qui lo vedete scorazzare, in forma di larva, proprio su un mio Adromischus.


Ma veniamo ora alle presentazioni.

Adromischus cooperi
È la specie più comune da trovare, anche nei supermercati; è caratterizzato da foglie molto succulente con maculature scure, rese attraenti anche dalla simpatica ondulatura sul bordo, che si arrossa sotto il sole. È un po' "spatasciato", ma solo perché si sta lentamente riprendendo dai rigori invernali, dopo aver faticato a radicare, come detto più sopra.



Adromischus cristatus var. zeyheri
Ha un bel colorito verde brillante. La mia pianta è rinata da singole talee di foglia che dovetti fare dopo che la pianta "originale" morì, non ho ancora capito se a causa di un'eccessiva annaffiatura prima di partire per le vacanze estive, o al contrario per siccità.
Bello il pattern creato dalle foglie riprese dall'alto (che volete farci, deformazione professionale...).



Adromischus cristatus var. Indian Club?
Questa pianta dalle curiose foglie a palletta ovaleggiante, sembra simile alla varietà schonlandii, ma ad un esame attento non è proprio uguale; sul sito Crassulaceae.net ho trovato questa varietà che sembra assomigliarci più di tutte, in ogni caso è sicuramente una varietà di cristatus. 
Necessita di un urgente rinvaso.



Adromischus marianiae
Sicuramente la specie più intrigante, con le sue numerose varietà e forme.
È una specie molto contenuta nelle dimensioni, ha macchie diffuse sulle foglie e una bella radice carnosa, che la rende un pochino più sensibile ai marciumi.


Nonostante sia ancora un po' abbacchiato, sta già emettendo gli steli floreali.


Adromischus marianiae var. herrei
Il mio preferito insieme a quello sopra. Bellissima pianta dall'epidermide rugosa, se messa al sole diventa più rossa. Accestisce tantissimo, crescendo anche in inverno. La forma particolare la rende appetibile anche ai coltivatori più esigenti.


Adromischus leucophyllus
L'ultimo acquisto, particolare per la pruina argentea che ricopre le foglie. 
L'ho appena rinvasato, per cui non so dirvi molto su di lui.



Due siti utili per ricavare informazioni sulla coltivazione e sull'identificazione degli Adromischus sono 
http://crassulaceae.net/adromischus molto ben fatto e completo
http://www.enricolai.com/Adromischus/ schematico ma esauriente