lunedì 24 ottobre 2011

Cronaca di un rinvaso annunciato


Tratto da un mio topic sul forum di Giardinaggio.it


Siccome mi era piaciuto, riporto anche qui la mia esperienza nel rinvaso delle piante grasse, premettendo che le considerazioni che ne usciranno non sono "légge", per carità, ma semplicemente, da lèggere e commentare, se volete.

Per qualcuno sarà una storia vecchia, per altri potrebbe tornare utile.

Mi scuso in anticipo per le foto sfuocate, ma le ho fatte alla svelta e di pomeriggio con poca luce... sì lo so, cerco sempre una giustificazione alle mie falle!

Come primo esempio, ho preso questo Gymnocalycium ragonesii: ce n'erano due nello stesso vasetto e lo avevano completamente ovalizzato.
(cliccate sulle foto per ingrandirle).




Procedura di rinvaso:
innanzitutto tolgo la pianta dal suo vasetto e scrollo ben bene la terra; in questo caso specifico, essendo in passato già stata rinvasata in composta idonea, le radici si sono liberate subito.
Se è una pianta nuova, comprata soprattutto nei garden generici, va tolta tutta la torba che comprime le radici, usando la procedura del lavaggio radicale; io opto spesso anche per una pulizia a secco se non risulta troppo complicato, magari aiutandomi con uno stecchino.


A questo proposito, tengo a precisare che, in caso di lavaggio con acqua, o di rottura di radici mentre le si puliscono dalla torba, è consigliabile attendere almeno una settimana per il rinvaso, 3-4 giorni sono sufficienti per le succulente non spinose.

Scelgo un vaso di dimensioni adeguate alla pianta e alle sue radici (una radice napiforme di solito necessita di un vaso alto). A volte adeguo la scelta in base a ciò che ho disponibile in casa, per cui se non ho nuovi vasetti (quadrati) a disposizione, ne riciclo uno dismesso.




Lavo bene il vaso sotto l'acqua e lo sterilizzo, soprattutto se è un vaso già usato: l'ottimale sarebbe usare una soluzione con candeggina, ma siccome preferisco le cose pratiche e veloci, di solito lo faccio con l'alcol denaturato.

Dopo averlo asciugato, dispongo uno strato di drenaggio in fondo al vaso: a seconda di quello che ho a disposizione (come sempre
), può essere argilla espansa, lapillo, pomice in grossa pezzatura, o cocci frantumati. C'è anche chi utilizza una rete antizanzare tagliata della stessa misura del fondo.




Preparo il terriccio: in questo caso, ho mischiato terriccio per cactacee, lapillo, pomice in parti uguali (all'incirca) e un po' di polvere di lapillo comprata per errore e che uso a piccole dosi pur di non buttarla via; mischiata in bassa percentuale rispetto alla composta, non mi sembra dia problemi, per ora.



Non fate caso al colore del terriccio, è molto scuro perché era un po' bagnato.
Sarebbe meglio usarlo asciutto, ma d'estate anche se è un po' umido, non è un grossissimo problema, soprattutto se le radici sono ben cicatrizzate.


Dal momento che quest'anno mi ha flagellato la cocciniglia radicale, ho deciso di utilizzare il metodo naftalina: ho letto che alcuni ne mettono una pallina nel fondo del vaso, ma avendo io poche palline, ho optato per una spolverata sopra lo strato di drenaggio.
Spero in questo modo di riuscire a frenare un po' gli attacchi in massa di questi fastidiosi parassiti, ma sull'efficacia non saprei ancora dirvi niente in quanto è una procedura che uso da poco.

Inizio a riempire il vaso con il terriccio, avvalendomi di una paletta di piccole dimensioni: come per i pennelli, per vasi piccoli palette piccole, per vasi grandi, palette grandi!

Dopo uno strato di terra, posiziono la pianta e riempio tutto intorno, fin quasi al colletto.



Ed ecco comparire due strumenti di fiducia: un bastoncino e una molletta rotta.


Col bastoncino per spiedini cerco di mandare la composta in mezzo alle radici, in modo che non rimanga del vuoto. Bisogna operare con un po' di delicatezza per non spezzare le radichette, ovviamente.



Per facilitare l'assestamento, con le mani dò qualche scrollatina al vaso



Poi con la molletta, utile in vasi di piccole dimensioni (per quelli grandi invece uso semplicemente le dita), calzo un po' la composta in superficie, per rendere il tutto più stabile: la pianta non deve essere troppo "ballerina" se cerco di muoverla.



Infine, per far rirsultare il tutto esteticamente più gradevole, dispongo uno strato di lapillo (in mancanza, uso pomice) di piccola pezzatura tutt'intorno il colletto della pianta, che in questa maniera rimane tra l'altro più asciutto.


Infilo il cartellino e voilà, pianta rinvasata, un po' troppo bassa ma casualmente centrata! Cosa che non sempre mi riesce...

A questo punto posiziono la pianta in un posto riparato dal sole forte e dalla pioggia per una settimana circa, dopodiché la metto al suo solito posto ed inizio ad innaffiarla.

__________

Passiamo ora al rinvaso di questa Mammillaria camptotricha marnier-lapostollei che aveva deformato il vaso in cui stava.



Per questa pianta molto pollonante, ho optato per un vaso largo e non troppo alto, ma ne avevo a disposizione solo uno di coccio.

In tutta sincerità, non sono amante dei vasi di coccio (e ora pioveranno critiche), perché non riesco a dosare le bagnature, talmente sono abituata alla plastica: generalmente, a me, e sottolineo a me, le piante nel coccio stentano a crescere, al contrario di quelle nei vasi di plastica; sono poche quelle che non soffrono, nelle mie mani, ma probabilmente è solo una questione di abitudine.
Come mi disse un giorno Giovanni Longo, famoso vivaista siciliano, meglio avere o tutti vasi di plastica, o tutti vasi di coccio, così non ci si sbaglia nel ritmo delle innaffiature.


Ma andiamo avanti: pulisco il vaso




aggiungo lo strato di drenante e "grattugio" un po' di naftalina



magari un po' di più di così... ma non avendo ancora riscontri personali, ho paura di esagerare (per ora, nessun problema legato a sovraddosaggio).




"Spaletto" il terriccio fino a metà vaso




poi inserisco la pianta e riempio tutt'intorno, cercando di mantenere la pianta dritta, centrata e all'altezza giusta




mi aiuto col solito bastoncino




e presso il terriccio con la solita molletta




Tolgo la terra caduta tra i tubercoli con un pennellino




Strato di lapillo superficiale, cartellino, pianta all'ombra e voilà! 
Ora speriamo che non marcisca alla prima annaffiatura, cosa che alle prime armi può capitare (a me onestamente è capitato).




__________


Siccome effettivamente, per facilità di reportage della sottoscritta, quelle appena mostrate sono piante abbastanza semplici da rinvasare, vi mostro che ogni tanto, raramente, ho a che fare con piante di misura maggiore, non gigantesche perché non ne ho... ancora.
È capitato all'uopo questo Pachypodium lamerei di discrete dimensioni, sui 60-70 cm.



Stava in un vaso minuscolo, quello che vedete sulla sinistra, e le radici l'avevano ormai completamente occupato




Essendo poi un vaso di coccio, molte si erano attaccate alle pareti rendendo così più "difficile" l'estrazione della pianta, per cui ho dovuto usare un coltello facendolo scorrere tutto intorno tra il pane di terra e le pareti del vaso.




Ho scelto come nuova dimora un vaso di plastica forse eccessivamente grande, nonostante gli esperti consiglino vasi piuttosto stretti per questo tipo di pianta, ma il pensiero di rinvasarlo a breve mi inquieta di già... vedremo come reagirà, se con una eccessiva crescita delle radici o se con una esplosiva crescita apogea.




Stavolta la centratura è andata a farsi benedire, ma la cosa non mi sorprende più di tanto...
La procedura di rinvaso è essenzialmente la stessa, la cosa importante però è utilizzare un bel paio di guanti corazzati per difendersi dalle spine.

Questo periodo non è ottimale per i rinvasi, visto che le piante stanno cadendo per la maggior parte in riposo, ma spero che il post vi torni utile per i prossimi mesi, appena prima o subito dopo il risveglio vegetativo, i periodi migliori per rinvasare le piante.
Buon rinvaso a tutti e hasta il cactus siempre!


domenica 16 ottobre 2011

La lunga estate calda delle cicce

Fioriture di fine settembre
No no, non voglio propinarvi il remake di un famoso film del passato, né raccontarvi della vacanza caliente di un gruppo di amiche un po' in carne,  ma di quella che è stata una delle più lunghe e calde estati degli ultimi decenni, l'estate 2011 che, malgrado una parentesi piovosa a luglio, si è prolungata fino ad almeno il 6 ottobre, quando dalle mie parti c'era ancora gente (s)costumata che se ne stava a prendere il sole e a fare il bagno al mare.
Echeveria glauca
Fiore di Haworthia
Nel giro di 24 ore però le temperature si sono repentinamente abbassate e fino ad oggi c'è stato un alternarsi di alte e basse temperature, in ogni caso un clima fuori dalla norma.
Le piante hanno beneficiato di queste temperature parecchio superiori alla media ed hanno continuato a fiorire per tutto settembre.

Coryphantha pallida ssp. calipensis

Non possiedo migliaia di piante per cui le mie fioriture sono sempre piuttosto contate, ma alcune di esse sono state davvero molto gradite: anche se di Coryphantha ne è fiorita solo una, la Coryphantha calipensis, lo ha fatto a più riprese; la Mammillaria bocasana ha sorprendentemente rifiorito a fine settembre, quando di solito si limita a fiori primaverili; non dimentichiamo poi le succulente non spinose, come certe Echeveria o le Haworthia che hanno fatto gli straordinari fiorendo costantemente dalla primavera ad adesso, allungando i loro steli floreali (le prime) fino a quasi un metro di lunghezza, e intrufolando i loro minuscoli e tutti simili tra loro fiori a 5 petali (le seconde).
Thelocactus bicolor

Thelocactus bicolor
Obregonia denegrii

Alla fine di questa lunga stagione, posso senz'altro assegnare la palma delle piante più fiorifere, instancabili, stakanoviste, all'Obregonia denegrii e al Thelocactus bicolor v. tricolor (sempre che Longo non abbia cannato il cartellino).

Euphorbia milii
Euphorbia milii
Lobivia ferox v. fallax
Fedelissima e costante la ormai vecchia Euphorbia milii sempre generosa, meravigliosa la Wigginsia sellowii (sin. Parodia sellowii) fiorita a più riprese, e vorrei citare anche il più prolifero degli Astrophytum, l'A. capricornae, che porta tutt'ora un bocciolo. Menzione speciale per la Mammillaria boolii, che inizia tardi e finisce tardi, all'Astrophytum myriostigma che mi ha anche regalato dei bei semi impollinandolo con il capricorne, e al più generoso dei Gymnocalycium,  il G. anisitsii.
Mammillaria bocasana
Copiapoa sp.
Mammillaria boolii




Astrophytum capricorne
in boccio


Gymnocalycium anisitsii
Astrophytum capricorne

Echinopsis settembrino
Infine Premio Speciale Primo Fiore all'Echinopsis ricevuto in dono da un'amica piemontese che serbo con affetto nonostante la perduta frequentazione.

Ed ora aspetto con trepidazione i fiori di Ariocarpus... staremo a vedere cosa combineranno!






mercoledì 12 ottobre 2011

Chi mi sa fare la traduzione simultanea?

C'è un interprete? Ho provato col traduttore di Google, ma mi dice "lingua non contemplata tra le opzioni"; eccerto, che lingua è? 
Sapete che non sono la persona più adatta per fare satira politica, ma mi ha colpito che, in un momento storico in cui la chiarezza e l'onestà sono all'ordine del giorno, in cui la crisi non esiste, in cui i problemi dell'Italia dipendono da una o più gnocche che potrebbero unirsi in un partito, in cui il premier si premia con una vacanza "andata a Putin" (ma che bei giochi di parole), malgrado sia assillato da processi ingiusti e continui mandati (e quanti te ce mandano), a cui cerca di porre rimedio con decreti ad personam e leggi porcellum che provocano negli italiani vomitum ininterroctum, e già, ci voleva qualcuno che prendesse finalmente una posizione seria e dicesse qualcosa di comprensibile a tutti.

«L'insensibilità di Chi pensasse con aprioristici veti di impedire soluzioni utili, reali, definitive ed attese a dimostrare esclusivamente la insopportabile distanza e la tracotante diffidenza che, purtroppo, insistono tra detentori del potere e rappresentanti dello Stato esclusivamente formale e cittadini comuni facenti parte unicamente dello Stato reale, è a terribilmente dimostrare quanto si pensi di poter calpestare utilità sicure, vantaggi pratici ed attese popolari indilazionabili, coniugando la sussistenza di farraginose, non più tollerabili ed insuperate, sterili pendenze, peraltro costose ed assolutamente carenti di vantaggiosi riscontri, con soluzioni di immediatezza e ovvia utilità.
Con ciò è a significarsi quanto l’essere pateticamente teoretici congiunga e faccia attanagliare il bieco conservatorismo di facciata, privo di efficacia e latitante di praticità, concretezza e sensibilità alle contrastanti esigenze sia di taglio economico e finanziario statuali, come anche alle attese più sentite di milioni di cittadini indebitati e lacerati nella propria individualità personale e familiare».

Domenico Scilipoti, Lunedì, 10 Ottobre 2011 (a proposito del condono fiscale)


Fonte:



Ora, ho letto e riletto, ma per venirne a capo ho bisogno del vostro aiuto; secondo voi:

  • dove sono il soggetto e il predicato verbale?
  • ha un senso logico lo scritto di cui sopra o sono parole ridondanti prese a caso mentre Wikipedia era chiusa per protesta contro la legge bavaglio?*
  • è scritto in esperanto livello avanzato imparato alle scuole serali?
  • si può chiamare "scritto" o facciamo torto ai bambini di prima elementare?
  • è una lettera in codice per l'amante?
  • è morta la maestra prima che Scilipoti finisse le elementari?
  • è stato impossessato dallo spirito di Babele?
  • è il nuovo gioco per la prossima Settimana enigmistica?
  • usa un italiano sgrammaticato per confondere ed ipnotizzare le nostre menti, o peggio ancora per prenderci tutti per il chiul?
  • è una mente o è demente?

A voi la parola.
Quella sopra è invece la parola (messa a casaccio) di Domenico Scilipoti, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ecco il motivo della confusione di lingue, forse pensa di essere spagnolo), deputato alla Camera (ahinoi), responsabile dei Responsabili (amen), laureato in ginecologia e ostetricia (il partito della gnocca avrebbe così il suo esperto), detentore di denunce pendenti, amico del clan (che non è il gruppo di Celentano), specializzato in Minchiologia, faccia da cactus.
Complimenti, questo è uno dei degni rappresentanti del nostro Governo.

Bene, sarà meglio tornare a parlare delle nostre piante.

_________________
* continuate a votare contro il bavaglio, che è stato solo rimandato, a questo link o a quest'altro... se non volete vedere chiusi i vostri blog e i vostri siti di informazione preferiti.

PS: se volete sapere di più di cosa si sta parlando, ecco un articolo illuminante sul condono fiscale che Quèlo di cui sopra sembra appoggiare, sempre se ho interpretato correttamente il Verbo (che non c'è).

(grazie a Verdiana e Rosanna per la scintilla che ha fatto scoccare il post)