mercoledì 16 marzo 2011

Toglietemi tutto, ma non il mio brain

Sento che sto diventando troppo seria. 
Sento che mi sto facendo sopraffare dagli eventi. Sento come se mi stessero sfiatando il cervello, scippando l'allegria, rosicchiando la spensieratezza. 
Aaaargh, devo assolutamente scrollarmi di dosso tutti gli avvenimenti degli ultimi tempi, le disgrazie, ciò che accade intorno a me, e anche a me - e perché no mettiamoci anche la routtine (sì sì, proprio con due t) quotidiana, che so bene che se non ce l'avessi mi mancherebbe, ma se fosse meno quotidiana starei sicuramente meglio -, ho bisogno di riprendermi le mie risate, le mie battute, le mie innocenti evasioni, di sdrammatizzare, scherzare, perché io sono così e non posso farne a meno. E anche perché ci stanno rimettendo i rapporti interpersonali, la famiglia, ma soprattutto ne gode il mio esaurimento nervoso.
Per questo mi chiedo, e lo chiedo anche a voi... ma è giusto che io continui a ridere quando gli altri piangono? Voglio dire, ok, mi lascio prendere dagli eventi, me ne dispiaccio, mi rattristo tantissimo, credetemi... ma per quanto tempo devo farlo? Sono egoista se continuo a dare sfogo alle mie minchiate, anche di fronte alle brutture della vita, soprattutto quella degli altri? 
Ci ho pensato un po'... e la risposta è sì, sarò egoista, insensibile, stronza, e mettiamoci pure ignorante, ma non posso deprimermi troppo a lungo... D'altronde, si sa, finché non capita a noi, ne soffriamo, certo, ma fino a un certo punto... o no? Dite che sto cercando di giustificarmi? Che sono menefreghista?
Sta brutto, faccio un esempio, pensare di essere fortunata a vivere da questa parte del mondo? Fortunata ad avere degli affetti, un lavoro, una casa, mentre milioni di persone altrove lottano per la sopravvivenza? Malgrado Berlusconi, dico. Certo, anche l'Italia potrebbe sprofondare nel Mediterraneo, essere colpita da un meteorite, venire derisa per colpa del premier... no, questo succede già. E anche tutti i capisaldi della mia vita potrebbero crollare da un momento all'altro, ne sono perfettamente consapevole, potrei perdere in una scorreggia lavoro, affetti e casa e ritrovarmi nella merda in quattro e quattr'otto. E allora? 
E allora, mi dispiace, gente, ma ho deciso: per dirla alla Carlo Conti, è l'ora della scooossaaaa!
Oddio, parlare di scosse in questo momento non è divertente, lo riconosco... mmm... insomma, il senso è che ho bisogno di sgrullarmi, tipo pene dopo un'orinata.
Qualcuno diceva "ci penserò domani"... io dico "ci penserò quando toccherà a me".
Perché la vita è un cactus... ma di questo parliamo un'altra volta.