lunedì 16 febbraio 2015

Omaggio a Damiano

Vacanze agosto 2013, destinazione il favoloso Salento che niente ha da invidiare alle località più blasonate del turismo tropicale, con la differenza che paghi poco e te lo godi alla grande, grazie al suo clima favoloso, alle spiagge meravigliose, al cibo ottimo, ai ritmi tranquilli, alla gente ospitale, ai paesi carichi di storia immersi in un limbo senza tempo.
Naturalmente avevo già pianificato prima della partenza la visita ad almeno uno dei vivai presenti in zona, uno solo per via del solito compromesso tra ciò che piace a me e ciò che piace al resto della famiglia, e la scelta cadde su Meridional Cactus, di Damiano Sergi. 
Come accennato nel post precedente, purtroppo Damiano è prematuramente scomparso la scorsa vigilia di Natale, e questo vuole essere un piccolo e semplice omaggio al grande coltivatore che ho avuto la fortuna di conoscere di persona.
Naturalmente non lo conoscevo così bene né ho la pretesa di vantare alcuna amicizia perché probabilmente per lui sono stata solo una delle tante facce di passaggio, ma l'impressione maturata in quelle poche ore trascorse nel suo vivaio-abitazione disquisendo del più e del meno e soprattutto delle sue amate piante, fu così positiva che mi permise di intuire quale persona curiosa, appassionata, amante della vita, fosse. 
Il vivaio di Damiano è (mi piacerebbe parlare al presente perché mi auguro che qualcuno continui a proseguire la sua attività con la stessa passione che ci metteva lui) molto diverso da quelli che finora ho visitato, soprattutto a quelli del nord.
Al sud le piante sono veraci, come i loro vivaisti. Sono baciate dal sole, accarezzate dal vento, adattate alla siccità, favorite dalle temperature, possono crescere in piena terra e svilupparsi a dismisura. 
Sono toste, ecco.
Damiano Sergi le seminava, creava ibridi, incroci intergenerici, chimere, variegate, mostruose, crestate e soprattutto le moltiplicava tramite innesto: vedere certi ariocarpus tranciati a metà e innestati su trichocereus o altre marze resistenti, e quelli tagliati fatti cicatrizzare in attesa di pollonare, mi ha fatto un po' piangere il cuore, ma la velocità e il successo di propagazione che riusciva ad ottenere, erano straordinari. Non che ami le piante innestate, ma è una tecnica senz'altro valida per conseguire risultati veloci e sicuri (se ben applicata, naturalmente... per me ad esempio è una pratica ancora sconosciuta ahimè).

Ma lasciamo parlare le foto: ecco qualche panoramica che mostra piante in ordine caotico... ma che goduria sfruculiare con curiosa avidità tra quelle cassette e quegli scaffali, e trovare magari la chicca che non ti aspettavi! Solo voi cactofili curiosi potete capire, lo so...




En plein air, piante di tutti i tipi e cresciute smisuratamente


Distese di colonnari, una pacchia per gli amanti del genere, e le sue amate plumerie, un amore corrisposto





I cartellini identificativi sono un optional, ma lui sapeva riconoscerle tranquillamente... ecco uno degli angolini dove passare ore ed ore, chini col naso sfiorato dalle spine...



Qui si intravvedono Damiano e la mia amica Michela, che quel giorno mi ha accompagnato nella visita



L'angolo degli innesti, ovvero la nursery, dove le giovani piante vengono riprodotte, con ottimi risultati 


Uno dei tanti prodotti di questa pratica


Gli Astrophytum, altra passione di Damiano, che li incrociava tra di loro creando sempre nuovi interessantissimi ibridi (e non solo di Astrophytum): a sinistra un vaso da semina, e a destra un "albero astrofilo"



La visita virtuale finisce qui, breve, lo so, ma spero che dia un'idea del paradiso in cui era giornalmente immerso Damiano, facendo la gioia dei grassofili pugliesi e di tutta Italia. Spero con tutto il cuore che niente vada perso perché è lo specchio di una passione pura e verace che non mirava al mero guadagno, ma semplicemente a una sua pacifica soddisfazione dell'anima oltre che al benessere e alla diffusione di queste piante che tanto intrigano noi appassionati, esattamente come intrigavano lui che non perdeva occasione anche di viaggiare per studiarle ed osservarle nei loro habitat.
Addio Damiano, le tue piante, che ora sono con me, e queste foto conserveranno per sempre il ricordo che ho, anzi, tutti noi abbiamo, di te.

PS: scusate se il post non mi è riuscito molto bene, ma i commiati non sono il mio forte...