venerdì 15 novembre 2013

Pronti, partenza, via!

Oggi, dopo tanti post "retroattivi", voglio stare un po' sul pezzo.

Innanzitutto è con viva e vibrante soddisfazione che vi comunico che finalmente mi sono iscritta ad un corso di fotografia! Non per illudermi di diventare la novella Cartier-Bresson, per carità, ma semplicemente per soddisfare una delle mie tante passioni latenti, per dare un senso ai miei clic convulsi, per non fotografare alla "'ndòcojocojo", per non dare numeri al lotto mentre imposto tempi e diaframmi, per non rimanere un'amorfa autodidatta, ecco. 
Siamo già giunti a metà corso, e tra consigli e soprattutto critiche impietose, i maestri Flavio e Sauro stanno plasmando il carattere dei fotografi di domani... e se non sarà domani, sarà dopodomani, no?
Ecco cosa ha partorito la mia fantasia durante la prova sul campo di sabato scorso: sarà stata l'emozione, sarà stato il tempo grigio, ma se queste sono le meno peggio... immaginatevi le altre. 



Poooooi...! Cercasi spazio disperatamente. Ma questa non è una novità. Ogni autunno riesplode con prepotenza la questione spaziale, che non riguarda la Nasa, ma i miei poveri balconi, oberati dal peso di sempre più piante. E mò dove metto tutti quei vasi ancora all'aperto? Mmmm... 
Il tempo di travestirmi da Bartezzaghi e trasformo le mie serrette in spinose settimane enigmistiche: sciarade, incroci, incastri, e voilà, tutte dentro! Certo, qualcuna dovrà sacrificarsi a rimanere al freddo senza giacca, come quelle a lato, abbarbicate alla ringhiera divisoria tra il mio e il balcone della vicina. Perché sappiatelo, sui balconi bisogna pensare in verticale, e quindi, metro costantentemente alla mano, ho elaborato grandi progetti per il futuro: un nuovo scaffale leggermente più ampio per il balcone della cucina, la copertura del terrazzo che ospita la "Sierra grande", e qualche nuovo piccolo scaffaletto qua e là. Dopodiché, non resterà che trasferirmi in campagna. Sì, e chi li sente, i figli.
Comunque sia, eccole pronte per l'inverno, inverno che, per la cronaca, non morde ancora, anzi.



Giurin giuretta, me possino cecà, ho deciso di dare un taglio agli acquisti! Stavolta sarò irremovibile, niente più fatue promesse, ma un nuovo imprescindibile impegno: il prossimo anno mi dedicherò anima e corpo solo alla semina, per diventare così una cactofila con le palle, non solo la rinvasatrice della domenica.
È per questo che tra la Festa del cactus di Bologna e la fiera di Villa Potenza, ho fatto man bassa: ho comprato tutte quelle piante, presenti nella lista dei desideri, che sono riuscita a trovare, piante piccole ma sincere. E sinceramente mi gustano. Anche le talee ricevute dagli amici, tutte qui sotto.



Infine, voglio mettere nero su bianco altri progetti per il futuro di importanza capitale:
- trovare gli album di Bruno Mars e dei Daft Punk;
- dimagrire senza la Dukan;
- pulire le serrande di casa;
- tagliare i peli del naso a mio marito.
Tranne la prima, tutte cose che mi riprometto da anni.
Ah, non vi aggiorno sulla politica, perché siamo ancora fermi alla decadenza sì decadenza no di Berlusconi, quindi, niente di nuovo sul fronte parlamentare... e qui chiudo.