mercoledì 13 marzo 2013

Siamo in stallo? E stalliamo...

Questo che stiamo vivendo è un periodo storico davvero particolare, su cui vorrei soffermarmi un momento, pur sapendo benissimo che molti l'hanno fatto in abbondanza, prima e meglio di me, ma che ci volete fare, due parole mi scappano proprio*.
Non bastava la crisi economica ad attanagliarci ormai da qualche anno (personalmente la sento dal 2008, anno in cui il lavoro è iniziato a calare sensibilmente), ora ci si mette tutta una serie di incertezze e di incognite che ci annebbiano la visione del futuro prossimo venturo, e anche anteriore, soprattutto anteriore.
È una fase, ormai si spera in via di risoluzione, in cui mancano dei punti di riferimento: il ché potrebbe essere un problema, ma anche una goduria, dipende dai punti di vista. 
Tranquilli che fra pochi giorni verranno messe tutte le pezze mancanti. Quelle che avanzano ce le metteranno al culo.

Anzitutto partiamo dalle storiche dimissioni di papa Ratzinger, che lascia il pontificato ammettendo, papale papale, di avere molte difficoltà a continuare la missione intrapresa solo 8 anni fa: sarà solo un problema di salute? Senza dubbio la saggia, coraggiosa ed epocale decisione, che si guadagnerà sicuramente un trafiletto nei libri di storia dei nostri nipoti, potrebbe nascondere qualcosa di più intrigante. Perché sono pronta a scommettere che anche i preti si azzuffano per accaparrarsi un ruolo più prestigioso, o per nascondere scandali di cui è piena la storia... è facile cadere in queste ciniche ipotesi, purtroppo. Rimarrà forse uno dei tanti misteri irrisolti. 
Per ora non resta che attendere, personalmente senza troppa ansia, di conoscere il nuovo papa, che si vocifera potrebbe essere di colore. Se dessimo retta alla profezia di Malachia, dovrebbe essere l'ultimo prima dell'apocalisse... beh, e ci credo che sarà nero, incazzato nero! Intanto di nero ci sono per il momento un paio di fumate.

Poi, che ci manca? Ah, ci manca il governo. Sono passati ormai più di 15 giorni dalle ultime tachicardiche elezioni politiche, e non abbiamo ancora un governo... a proposito, spero che sia di tutti i colori tranne nero. Che poi, visto l'esito a dir poco tragicomico, non si trova ancora un accordo.
Uno che sembrava sepolto come Berlusconi, dopo 3 mesi è resuscitato, siede alla destra di Alfano (per tenerlo sotto controllo), e di nuovo verrà nella storia per giudicare i vivi e i morti, perché tanto li vedrà morire tutti eh... Grazie ad una campagna elettorale al limite del paradossale con sfinenti (per noi) tour de force televisivi, e con tutte le uveiti che ne conseguono, s'è beccato un terzo di voti... ma chi caspita l'ha votato, mi chiedo? Ancora una volta non si sa, ne avessi incontrato uno di elettore(o) confesso. Senza trascurare il non insignificante particolare di essere al limite dell'eleggibilità, visti i concomitanti processi in cui è imputato e che hanno finalmente sancito l'evoluzione di Arcore in Hardcore.
Uno che sembrava avere la vittoria in pugno, Bersani, si ritrova ad avere una maggioranza così risicata che il pugno gli è tornato indietro in un occhio. Ti voglio adesso a smacchiare un occhio nero! ... aridaje con 'sto nero. Riusciranno i nostri eroi a formare questo benedetto governo? Habemus premier? No, habemus rottus la minchiam. E se vedete una fumata, tranquilli, è il cervello di Bersani: ha mandato in fumo tutto quanto.
Un capo-comico come Grillo, che guida un movimento non partitico, si ritrova un po' a sorpresa, ma anche no, milioni di simpatizzanti al seguito (quasi lo stesso numero di voti dei due precedenti). Furbo però: se ne sta comodo comodo in pantofole a casa sua, davanti al pc, impartendo ordini e decisioni, le sue, ai suoi eletti (che si spera almeno portino la voce della gente comune senza cadere nei soliti compromessi politici). Decisioni che fino ad ora però sono solo non-decisioni: non appoggeremo, non faremo, non andremo, non prenderemo... e gli eletti in Parlamento cosa dicono? Sì buana. 
Non parliamo poi di un Monti ormai inutile pure al PD e che si è trasferito nella cuccia di Empy per non pagare l'Imu, di una Lega con la metà dei voti ma sempre in mezzo ai Maroni, di un ex-magistrato che ha dovuto "ingroiare" una sconfitta sonante, malgrado un programma condivisibile, al grido di "facciamo fuori la mafia!". I voti dei malavitosi sono partiti per la... tangente, non poteva certo prenderli lui, si sa dove sono finiti, no? Come dimenticare infine un Giannino che per farsi bello (e ce ne vuole) si è inventato una laurea di sana pianta... laurea non c'è, è andata via, anzi non è mai stata mia.

Un pari e patta, senza vincitori né vinti, con un Presidente della Repubblica tra l'altro in via di estinzione ma in cui riponiamo la speranza, sì, quella che arrivi lucido fino alla fine del mandato... ma basta dirlo, che noi ce lo mandiamo volentieri, anzi, ci mandiamo tutti quanti, vero?

Il risultato è solo una situazione di stallo completo. E di cose ce ne sarebbero da dire, fin troppe, ma come sempre non sono la persona deputata (e questa parola ci casca a cocco di pippa) a farlo in maniera seria e completa, quindi mi fermo qui con le mie riflessioni del cactus.
Ma muovetevi, cari po-litiganti, che prima o poi i buoi potrebbero approfittare della vostra assenza per liberarsi dal giogo, uscire dalle stalle e prendervi tutti a cornate.

* ... come sempre in ultra ritardo, maledette giornate di 24 ore!