domenica 17 febbraio 2013

Esperimento a mia insaputa

Orbene, sto conducendo un nuovo esperimento di resistenza al freddo, totalmente involontario, stavolta. Perché quel maledetto telo di nylon della serra si è bucato a mia insaputa all'altezza di una cucitura nella parte superiore e, grazie ai quattro piovaschi degli ultimi giorni, sono entrati ettolitri di acqua. Per fortuna - guardiamo anche il lato positivo - tutti concentrati nello stesso sottovaso (che utilizzo soprattutto per garantire maggiore stabilità ai vasi... e meno male, sennò erano zuppe anche le piante sottostanti). Ed è così che ieri mattina ho trovato i vasetti che galleggiavano placidamente nell'acqua fino all'orlo. Da almeno un paio di giorni se non più, per giunta.
Le piante incriminate, quelle davanti:

Sono, da sinistra: 
Ferocactus herrerae v. brevispinus, Ferocactus rectispinus, Coryphantha calipensis, Ferocactus 
chrysacanthus;
Coryphantha kracikii, Copiapoa cinerea, Coryphantha werdermannii, Echinocactus texensis, 
Ferocactus fordii, Matucana aureiflora.


Qui si nota meglio il terriccio intriso, che ovviamente, complici temperature piuttosto basse, non è riuscito ad asciugarsi neanche dopo una giornata di sole... troppe ce ne vorranno. Al momento le piante non sembrano accusare dannose conseguenze, tuttavia non le ho ricoverate al caldo come potreste supporre, ma continueranno ad interpretare stoicamente il loro ruolo di eroine in serra fredda. Fino alla fine, o la va o la spacca. Ma soprattutto spero, se proprio qualcuna deve lasciarci le penne, che lo faccia la Matucana, da anni immobile. O magari, chi lo sa, può anche accadere che, grazie a questo inatteso intervento dal cielo, si deciderà a muoversi. Seeee, aspetta e spera...
Non mancherò di aggiornarvi sulla loro situazione nei prossimi mesi, nel frattempo incrociamo le spine!