sabato 13 ottobre 2012

La mia Festa del cactus

Ci risiamo: sono da galera. Causa pigrizia galoppante e carenza di ispirazione (non parliamo del tempo, ma ormai lo sapete), non vi ho più proposto quei bei reportage alla "dove sono andata a far danni": Grottammare col suo Cactus al mare, visite a vivai... niente, saltati tutti. 
Ma della Festa del Cactus di Bologna devo pur dire qualcosa, fossero solo due righe, magari quattro, sinteticamente, brevemente, ma soprattutto in evidente ed imperdonabile ritardo.

Perché? Perché la FdC è la più grande kermesse che unisce l'Italia grassofila: perché vi si incontrano persone provenienti dal nord come dal sud, nicknames a cui abbinare una faccia;  perché si può passare proficuamente del tempo con grandi coltivatori e con i vivaisti stessi, provenienti da mezza Europa; perché ci si possono trovare piante a lungo cercate lasciandoci mezzo stipendio; perché, al contrario, si può arricchire la collezione solo tramite scambio di talee, polloni o piante in più, senza spendere un soldo; perché in definitiva, si sa in partenza che ci sarà da divertirsi.

Sono ormai diversi anni che mi reco a Bologna, in un crescendo di emozioni, dal 2008 ad oggi. I primi due anni ci avventuravamo io e mia sorella, senza conoscere nessuno, perse in mezzo a migliaia di cactus, era divertente comunque ma mancava il contatto con le persone. Nel 2010 grazie al forum di Cactipedia il tam-tam dell'evento ha coinvolto così tanta gente che si diede vita alla prima grande manifestazione cacto-gastronomica d'Italia; è stato l'anno in cui ho conosciuto più persone, bellissimo. Nel 2011 l'apoteosi, con i banchetti culinari allestiti dai soci trentini di Cactus TN da far invidia alla Festa dell'Unità... e altre persone si sono aggiunte al mio bagaglio umano e personale. 
La festa fu così tanta che forse è anche per questo che nel 2012 è stato un bene tornare ad un clima più sobrio: più cactus e meno magnata.

Primo piccolo OT: provate a dire a chi non la conosce che andate alla Festa del cactus: vi immagineranno immediatamente nel mezzo di un festino pseudo-pornografico.
Secondo piccolo OT: spulciando l'archivio storico della manifestazione, mi sono ritrovata mio malgrado e con un certo spavento (per gli altri) ritratta con espressione un po' sfregnata qui 
ma non c'era proprio niente niente di meglio da fotografare? Porc....!

La nuova location non è stata apprezzata da tutti, me compresa, ma solo per via dello spazio troppo stretto in cui erano stipati i tanti espositori e per le problematiche che si sarebbero potute verificare in caso di maltempo. Fortunatamente ha regnato il sole in tutti e tre i giorni della festa, per cui problemi vanificati. Forse è solo una questione di abitudine: il vecchio posto, al chiuso, un po' più spazioso, offriva riparo dalla pioggia e diversi punti di riferimento per chi si voleva incontrare e scambiare due chiacchiere in pace. È tuttavia un problema di poco conto, l'importante è che l'organizzatore, Andrea Cattabriga, forte dell'appoggio e dei ringraziamenti di tutto il popolo grassofilo, continui ad avere la voglia e l'entusiasmo di organizzarla anche negli anni a venire.

Gli espositori sono cresciuti di numero ogni anno di più, migliorando anche la qualità delle piante offerte: quest'anno ho sentito la mancanza di Longo, il mio vivaista siciliano di fiducia, un pezzo fondamentale per ricreare un'atmosfera di allegria e divertimento. Rispetto alla lista, mancava anche Giammanco, in compenso c'erano i mitici vivaisti d'oltralpe con piante rare e, in certi casi, economiche: i cechi Snicer e socio, lo sloveno Astrocactus e gli ungheresi Szabados già presenti anche lo scorso anno, che secondo me, senza affatto voler sminuire gli altri, hanno fatto la differenza.

Quest'anno ho avuto il piacere di condividere il viaggio (e le spese) con Marvi (Vicky) e Giulia, le mie amiche grassofile autoctone di cui vi ho già parlato in precedenza. 
Appena arrivate, non siamo riuscite a varcare l'ingresso della festa per parecchio tempo, a causa dei molteplici incontri fatti già al parcheggio; una volta dentro, ancora saluti e baci con gli amici di Cactipedia, con quelli di Cactofili, con i marchigiani di Cactus&co.; finalmente anche il mondo di Giardinaggio.it ha iniziato a ruotare intorno a questo evento, dandomi così l'opportunità di conoscere Rita (TheJam), di rivedere Lucia (Agatha) con tutta la sua affezionata combriccola romana, e soprattutto di potermi godere dal vivo il grande, simpatico e gentilissimo amico Gabriele, che mi ha fatto carinamente compagnia per tutto il pomeriggio fino alla partenza. 
Un po' di delusione per non aver incontrato Stefano (Brandegeei) che ho saputo solo in seguito essersi (dato?) ammalato e soprattutto per non aver avuto la possibilità di passare più tempo con i forumisti conosciuti negli anni precedenti, che si sono dati appuntamento altrove per un pranzo a cui, benché invitata ed invitante, ho dovuto per forza di cose dare forfait. Un po' di rammarico inoltre, per non essere riuscita, per cause di forza maggiore e secondo un cliché già visto, a parlare per più di 5 minuti con la mia fornitrice ufficiale di echinopsis, con la quale ormai inizio a pensare che la conoscenza sia destinata, per scelta o per destino, chi lo sa, a rimanere virtuale, pur essendoci (spero) di fondo un'amicizia più o meno radicata...

Vi lascio qualche foto e l'augurio di rivederci tutti il prossimo anno alla Festa del Cactus!

Plapp
Astrocactus
Szabados
Agatha e il sig. Esoticando
Lithops ed Ariocarpus in piena fioritura

Faucaria a fiore bianco, scovata da Marvi


Conophytum e colori: confesso che iniziano ad attrarmi
Una piazzetta che potrebbe essere sfruttata meglio
La compagnia della giornata: io, Gabriele, Marvi e Giulia