mercoledì 19 settembre 2012

Impressioni di settembre

Mi ispiro al titolo di una magnifica e struggente canzone della PFM, per parlarvi dei pensieri che mi girano in testa in questi giorni. Beh, non proprio questi... ho iniziato a scrivere più di una settimana fa in verità, ma come sempre tra una riffa e una raffa, non riesco a pubblicare subito, disgraziata che non sono altro.

Il gran caldo che ci ha accompagnato fino a fine agosto, ha lasciato il posto a giornate fresche, umide, piovose, e il cervello, spappolato dalla calura, ricomincia a ragionare.
Settembre: tempo di nuovi progetti. 
Tempo di diete, tempo di golfini, tempo di scuola! Yuppy! (e qui esce il lato disperato della casalingua che è in me).
Settembre è iniziato con le piogge, benedette, attese per 3 mesi, rinfrescanti, abbondanti, anche troppo. È iniziato coi primi malanni di stagione, maledetti, inattesi, interminabili (sarà la vecchiaia che avanza?). Il lavoro è ripreso con le solite problematiche dopo le ferie d'agosto, agognate e già scordate.
Nuove fioriture di piante ancora in fermento mi hanno accolto dopo le piacevoli vacanze croate (sì, lo so, non ve ne ho parlato per niente, ma vi mostrerò almeno qualche foto, abbiate fede).
La drastica diminuzione delle ore di luce si fa già sentire, instillandomi una velata malinconia che culminerà con la fine dell'ora legale, quando sarò definitivamente depressa, almeno per un po'.

Le piante stanno vivendo una seconda primavera: dopo essersi gonfiate a dismisura in seguito alle piogge battenti dei giorni scorsi, stanno fiorendo di nuovo, soprattutto alcuni Thelocactus, Coryphantha, Gymnocalycium, Echinopsis e qualche Mammillaria; emettono nuove spine, nuove foglie, riprendendo quella crescita che con l'eccessivo caldo estivo aveva rallentato la sua corsa, e in certi casi bloccato del tutto.
Le piante a vegetazione invernale si sono svegliate dal torpore estivo, vedansi le due Dioscorea elephantipes che presentano già da una ventina di giorni un nuovo lungo stelo pieno di minuscole foglioline.
Ecco, le piante, come posso ometterle dai miei pensieri: settembre è tempo di progetti che riguardano anche loro.
Prima di tutto, dovrò provvedere al più presto all'acquisto della nuova copertura della Sierra Grande, andata distrutta con la neve di febbraio.
Poi, al momento, sono impegnata mentalmente e fisicamente nel recupero di nuovi spazi per il ricovero invernale, cosa che mi preme molto, in quanto il numero delle piante è considerevolmente aumentato (in questo preciso istante, più di 500, e dopo la Festa del Cactus di Bologna e la fiera di Villa Potenza, presumo vagamente che aumenterà ancora), mentre lo spazio dei balconi resta sempre lo stesso.
Gli scaffali delle serre hanno esaurito i posti liberi e sto inventando nuovi espedienti per rubare qualche centimetro quadrato qui e là, ad esempio disponendo i vassoi in maniera più furba, regalando qualche pianta doppia, ed ovviamente comprando al più presto una nuova serretta da sostituire alla più piccola, e avrò risolto così i miei problemi. Per quest'anno. Poi il prossimo, tra i nuovi rinvasi che logicamente occuperanno più spazio e qualche nuovo inevitabile nuovo acquisto, sarò di nuovo punto e a capo. 
Ma chissenefrega, ci penserò domani, o meglio, il prossimo anno. Male che vada cambierò casa, no?

PS: e a proposito di canzoni settembrine, questa è un'altra di quelle che risveglia in me le emozioni e i batticuori di una gioventù... appena dietro l'angolo... azz!

martedì 11 settembre 2012

Quelle che... se la tirano troppo

Concludo la serie del "quelle che" con un post "niente di che", tanto per farvi vedere che non è sempre tutto spine e fiori.

Sì, è vero, sono contenta: quest'anno ho avuto finalmente parecchie soddisfazioni, nel mio piccolo (eden), molte piante sono fiorite per la prima volta, come alcuni tanto attesi Echinocereus (e pensate che il reichenbachii ha aperto il suo ultimo fiore il 7 settembre, incredibboli).
Le fioriture sono state numerose e costanti, ogni giorno una macchia di colore rallegrava le serrette. Anche adesso vedo diversi boccioli comparire tra le spine, sintomo di vita pulsante. Se poi qualche ariocarpus si vorrà distinguere, sarebbe il top.
Però, chi mi conosce, sa che sono difficilmente accontentabile: dovranno esserci stagioni anche migliori di quella trascorsa. E lo dico toccando "fero".

Da una parte la soddisfazione, dall'altra la delusione: ci sono almeno altrettante piante che si son prese una pausa, ed altre ormai in età adulta che non si degnano ancora di fiorire. 
Lasciamo perdere le mie bestie nere: Matucane e Neoporterie, devo averlo scritto da qualche parte, rimangono per me dei misteri stile Voyager; ci aggiungerei i volubili Epiphyllum e le enigmatiche Asclepiadacee, che si meriteranno un post a sé, 'ste bastarde.
Non mi aspetto neanche che fioriscano Ferocactus, Agavi, Opuntie, Echinocactus o alcune Copiapoa come la cinerea, perché ancora troppo giovani, no no, per carità. 
Parlo di quelle piante che o per capricci loro o per incapacità mia (presumo più la seconda) non ne vogliono proprio sapere di mostrarsi fioriti, mica pretendo un bouquet di fiori, ma un misero fiorellino. Dove sbaglio? Cosa vorranno? Forza, non siate timidi e date qualche risposta ai miei accorati appelli senza tirarvela troppo come loro.
Attenti però che se per quelle che hanno saltato inspiegabilmente la fioritura, mi rispondete che è una cosa fisiologica, potrei mandarvi a... avete capito.

Questo è solo un piccolo campionario, ma le piante che mi fanno soffrire per l'attesa sono molte di più.

Echinocereus gentryi, che insieme al pulchellus ha fatto lo stitico; Parodia magnifica; Sempervivum arachnoideum, a nome di tutte le altre specie che vegetano soltanto; 




• Gymnocactus horripilus, al posto dei fiori ha emesso un polloncino all'apice, mah; Stenocactus sp.Copiapoa bridgesii che probabilmente non fiorisce a causa del vigoroso portainnesto (Trichocereus pachanoi) che sta gettando in più punti e toglie risorse all'innesto stesso.




Discorso a parte merita questa bella Parodia roseolutea, fiorita solo al momento dell'acquisto, anni fa, con degli stupendi fiorelloni giallo-rosa, poi colpita da stitichezza cronica.



I cactus successivi invece attendono ancora il debutto. Quando sarà la volta buona?
• Gymnocalycium saglionis dal diametro ormai considerevole, sui 15 cm; Gymnocalycium horstii che come dimensioni ci siamo; Parodia maassii;  



• Adenium obesum ormai con me da diversi anni, ma forse parliamo lingue diverse; Opuntia mycrodasys,  la mia prima pianta! Ne ho viste delle stesse dimensioni già fiorite, eppure...; Tephrocactus articulatus, il più vecchio tephrocactus che ho, restìo esattamente come gli altri (es. il geometricus) a fiorire.


E niente, mi armo di santa pazienza e attendo che anche loro si affaccino finalmente sul prato fiorito della Sierra Morena.

PS: Mi scuso per le foto oscene, affatto artistiche, scattate di fretta e senza estro... potrei giustificarmi dicendo che le ha fatte mio marito, che sta ad una macchina fotografica come io sto ad un martello, ma direi una bugia e quindi mi impegnerò di più per il futuro, promesso!