mercoledì 22 febbraio 2012

Mostre e fiere 2012

Gente, buttate un occhio agli eventi verdi 2012 che ho appena inserito nella colonnina di destra, ci sono tutte le fiere, le mostre-mercato di giardinaggio e di piante grasse che sono riuscita a reperire sul web.
L'elenco verrà aggiornato costantemente, anzi, se siete a conoscenza di altri eventi che non ho inserito, fatemelo gentilmente sapere che li aggiungo di buon grado.
La primavera sta arrivando, forza, e con essa tutte le manifestazioni che a noi piacciono tanto e dove spendere tanti soldi. Chissà che non ci si incontri da qualche parte!

PS: dopo aver buttato l'occhio... potete anche riprenderlo.


lunedì 20 febbraio 2012

Freddo e gelo: test di resistenza del cactus

Giuro che poi non vi parlo più della neve, lo prometto!
Ma ora, ditemi voi, può un blog del cactus non parlare della corrispondenza d'amorosi sensi tra neve e piante grasse?
Eccerto che no, deve parlarne per forza.
Perché è stata una nevicata del cactus ma anche sui cactus, letteralmente.
Perché la neve per i cactus è come un chiodo infilzato nella ruota dell'auto, come il sale nel caffè al posto dello zucchero, come un perizoma su una taglia 56, come la carta igienica delle ferrovie dello stato sul didietro, come un asciugamano lavato senza ammorbidente, come un brufolo in mezzo alle chiappe, come il viola abbinato al marrone, come il baby shampoo johnson's che cola sugli occhi, come... insomma, non è mortale, ma se ne fa volentieri a meno! È fastidiosa, potrebbe causare danni, è terribile da vedere, ti fa esclamare: orrore!

Tutti gli anni attuo qualche esperimento per testare la resistenza al freddo delle mie piante grasse: di solito sacrifico quelle a cui tengo di meno, quelle che so che al 90% potrebbero resistere, quelle che posso in qualche modo recuperare tramite talea, e infine quelle divenute troppo grandi da non riuscire a ricoverare altrove.

Quest'anno però sono andata oltre, mio malgrado: la neve, scendendo a vento, è riuscita ad intrufolarsi dentro la serra tramite dei piccoli pertugi (da me considerati erroneamente di poca importanza) presenti sul telo esterno, causa usura.
La situazione che ho trovato dopo la nevicata è stata questa:



Il caso, sadico al quadrato, vuole che le piante colpite dalla neve siano proprio alcune tra le più delicate, come gli Ariocarpus. 
Ripulite ed asciugate, le ho riportate in serra, al freddo, senza pietà. Al momento non danno segni di cedimento, ma potrò saperlo con certezza solo alla ripresa vegetativa. Vi terrò aggiornati su questo piccolo winter-test avvenuto, come va di moda dire attualmente, a mia insaputa
Mi auguro per lo meno che cocciniglia e ragnetto rosso siano schiattati dal freddo.


Le piante che tengo nelle balconette esterne, quelle esposte ai 4 venti sul balcone e quelle coperte solamente da un velo di tnt subiscono i miei classici esperimenti invernali: ogni invernata azzardo a lasciar fuori una pianta diversa. Quest'anno però lo strato nevoso è stato più esagerato del solito ed ha messo a dura prova anche la tempra di quelle più forti.






Molte di loro sono piante rustiche, come i Sempervivum per i quali non nutro alcuna preoccupazione.


Altre considerate particolarmente resistenti, come alcuni Sedum, il Graptopetalum paraguayense, l'Aptenia cordifolia, alcuni Delosperma, hanno comunque risentito del gelo, compreso l'indefesso Sedum palmeri.
Graptopetalum paraguayense
Sedum palmeri patito ma non perito
Al Sedum kimnachi il gelo ha fatto un baffo
Carpobrotus edulis parecchio sofferente, ergo non resiste al gelo troppo prolungato
La barba di giove se la cava con qualche bruciatura
L'inossidabile Graptosedum F. Baldi
Delosperma cooperi allo stremo, ma vivo

Le piante sul trespolo coperto da un telo in tnt -corto-, non se la passano molto bene, ma conto di salvare qualche talea da cui ripartire, dopo aver sfoltito tutte le parti "lesse" che inevitabilmente seccheranno e cadranno.

Sedum burrito dimezzato, per fortuna ne ho un altro
Senecio macroglossus molto sofferente, recupero arduo
Sedum morganianum: il tnt non lo copriva del tutto... e si vede

Dopo uno sguardo dentro le serrette chiuse da giorni, sono stata travolta da altre brutte sorprese: piante che svernano felicemente in serra fredda da alcuni anni, anche a temperature molto basse, quest'anno purtroppo hanno fatto harakiri; difficilmente le recupererò, ma potrò averne la certezza solo fra un paio di mesi.
Altre riportano segni di sofferenza, come alcune Aloe (tranne l'irreprensibile arborescens), mentre Haworthie, Echeverie, Adromischus e Crassule non manifestano stress, per ora.

Epiphyllum anguliger: malgrado sia abituato da 3 anni
a svernare in serra fredda, quest'anno ha sofferto come un cane.
Per fortuna ho diverse talee già radicate
Aloe sp. con macchie
Anche le Agavi hanno sofferto, forse a causa di una combinazione
letale di freddo e sole che le ha anche scottate

Le Kalanchoe quasi tutte perse... e pensare che la blossfeldiana sta fuori da più di 5 anni
L'Echeveria agavoides noncurante di tutto, continua ad allungare gli steli floreali
Che dire della Scilla, così depressa? lo scopriremo solo vivendo
Senecio crassissimus: perso per perso per 3,14,
proverò a recuperare delle talee buone
Come potete facilmente constatare, i decessi e le sofferenze si riferiscono in maniera particolare a piante succulente a foglia. Le cactacee invece sembrano non presentare problemi: se perfettamente asciutte, riescono a sopportare alla grande temperature anche più basse di quelle avute qui.
Tra quelle che temono umidità e temperature esageratamente basse, c'è il Myrtillocactus geometrizans: quest'anno più che mai patisce terribilmente il freddo, ma non posso far altro che tenerlo in serra fredda. Dovrò tagliuzzare parecchio prima di trovare talee dal tessuto sano da ripiantare; per fortuna ha dei polloni al momento indenni, cresciuti all'apice in seguito a danni da freddo dello scorso anno.


È tutto, spero di essere stata utile anche a voi.
E dopo la carrellata degli orrori, attendo impaziente la primavera per mostrarvi la carrellata dei colori. Bisogna rifarci gli occhi, eggià!



lunedì 13 febbraio 2012

The day after the nevò 2 la vendetta e chi più ne ha più ne metta

Come già preannunciato qui, tra sabato e domenica c'è stata una seconda nevicata che ha dato il colpo di grazia all'intera regione.
Non ha risparmiato neanche Ancona, che si è ritrovata nel giro di una settimana di nuovo punto e a capo, ancora con la neve alle calcagna, anzi, alle ginocchia.
E con queste nuove suggestive immagini mi auguro vivamente che l'era glaciale abbia finito di sparare le sue ultime cartucce e che inizi presto il disgelo... manca solo che arrivino i mammuth e stiamo a posto!

Nel piccolo giardino siberiano le piante non si vedono più
Tra strada e siepe è un tutt'uno,
auto comprese 
Un piccolo varco
per poter uscire di casa

Ancora uno sguardo al quartiere, che più bianco non si può, ma non è colpa di Dash



Te lo crederesti mai che siamo in un quartiere residenziale di città?

Si scivola con la tavola da... mare
Ciao mamma, guarda come mi diverto!   E-E   E-E   AAA
(da leggere cantando)


sabato 11 febbraio 2012

Ancona: il "nevò" del 2012

Della serie: adesso basta, però!


Con tutto il rispetto per le zone dove la neve ha toccato il metro ma anche i due metri e oltre di altezza (vi ho nel cuore), o per quelle in cui le temperature sono state davvero polari (anche -20°) e in cui sono venuti a mancare acqua e luce, mi corre comunque l'obbligo di lasciare ai posteri la memorabile nevicata che ha colpito Ancona: una città di mare come Ancona, coperta da 50 cm di neve è uno spettacolo raro! Raro perché, a memoria d'uomo, sarà accaduto sì e no un paio di volte ('56 e '85), ma anche affascinante, vedere la coltre candida arrivare fino al mare. Una nevicata dunque che rimarrà nella storia, malgrado i prevedibili disagi annessi e connessi che per noi uomini di mare si amplificano per mancanza di organizzazione.
Ma considerando che negli ultimi anni le precipitazioni nevose si sono verificate frequentemente, vedi ad esempio quella dell'anno scorso, anche il popolo anconetano sta iniziando a prendere le dovute precauzioni, tipo catene obbligatorie e una (quasi) pronta gestione dell'emergenza.


Ma ora poche parole e tante immagini a perenne ricordo (oddio, che è, una lapide?) di un evento epocale già soprannominato "l'italica era glaciale 2012".


Giovedì 2 febbraio inizia a nevicare copiosamente: la mattina successiva ci svegliamo con un candido manto di una quindicina di cm, nel mio sputo di giardino le piante sono ancora ben visibili 
(poche foto causa concomitante virus intestinale del figliol grande che ci ha costretto a casa)

(clicca sulle foto per ingrandirle)




Sabato 4 febbraio, dopo altre abbondanti e ininterrotte nevicate, facciamo un giro nei paraggi: beh, si sarà capito, non amo la neve in città, ma bello è bello, si respira aria pulita, si assaporano neve soffice, atmosfera ovattata, silenzio sacro, paesaggi incantati, e felicità sui visi dei bambini... che pacchia per loro! (e ti credo, le scuole sono state chiuse tutta la settimana).
Le piante in giardino non si riconoscono più, letteralmente sepolte.
Le inquadrature simili evidenziano la crescente quantità di neve posata sui rami e sul tavolino di plastica (che diventerà il nostro metro di paragone).


Il solito albero davanti alla finestra

Ce la farà questa mimosa?
Il melograno un po' appesantito 
Una ciotola di primule stile Marge
Gardenia, rododendro, camelia: li vedete, no?
La figlia misura la neve caduta
La strada di casa
Premiata località sciistica: Ancona d'Ampezzo?!??!
I figli alla ricerca di qualcuno da centrare

Una candida glassa adagiata sui cespugli

Giochiamo a palla mamma?



È da tuffarcisi!


La domenica purtroppo il virus intestinale blocca i 3/4 della famiglia al bagno per cui non ci curiamo molto della neve che continua imperterrita a scendere, ma lunedì 6 febbraio ci rendiamo conto della situazione ai limiti dell'incredibile: almeno 50 se non 60 cm... e poi dicono di Roma, pfui.

Le colline di Candia

7 febbraio: la situazione al Q3
Pista bianca o nera?





Q2 e Q3



Una stradina secondaria...
Ragazzi con snow-board, bob e tutto ciò che scivola
(anche tavole da mare)
... percorribile solo col trattore!
Ancona e il suo porto da Monte Dago


La macchina quasi libera dopo due ore di spalatura!
Neve stratificata




E per la cronaca, oggi sabato 11 febbraioin questo stesso istante mentre sto scrivendo, quando finalmente la neve si stava sciogliendo, il ghiaccio faceva meno paura, le strade erano perfettamente pulite, i quartieri più periferici erano stati ripuliti dalle ruspe dell'esercito, la routine stava di nuovo facendo capolino, il sole iniziava a mostrare qualche raggio luminoso... ecco che siamo punto e a capo. 
Stanotte ha rinevicato facendone depositare un buon venti centimetri abbondanti, che si vanno a sommare a quelli che già c'erano. E ha ripreso a nevicare. Che Dio ce ne mandi poca!