mercoledì 18 maggio 2011

Io e il mio blog

Ho capito che tenere vivo un blog non è così semplice come sembra. 
Pensavo di riuscire ad aggiornarlo regolarmente, ma mi è pressoché impossibile. 
Per questo mi scuso con quei cari, sparuti ed affezionati lettori che si connettono qua in attesa di una novità, e li ringrazio davvero tanto, tanto tanto... ma ahimè gli impegni e la stanchezza prendono spesso il sopravvento. 
Lavoro, famiglia, figli, casa... le piante! In questo periodo stanno occupando gran parte del mio tempo libero... e quando la sera trovo il tempo di abbozzare due righe, sono così stanca che non riesco neanche a concentrarmi, se non sulle mie palpebre calanti.
Vorrei per esempio condividere con voi le fioriture delle mie amate grasse, o quelle del mio micro-giardino primaverile, mostrarvi la serra nuova, inondarvi di tutti quei pensieri del cactus che mi frullano in testa (e dei quali non importa una benemerita pippa a nessuno... e non intendo la cognata di William)
Mettiamoci poi che pubblicare un post, per le mie scarse capacità scrittorie, significa scrivere, rileggere, correggere, rivedere, cancellare, ripensarci, riscrivere, togliere, aggiungere, insomma, perderci quel po' di tempo che sinceramente non ho.
Sì, sto cercando delle giustificazioni, lo ammetto.
Che poi... ci sarà davvero qualcuno che aspetta novità dal blog? 
Mi chiedo continuamente, sebbene l'abbia già brevemente scritto sul post di apertura, per quale cacchio di recondito motivo mi sono messa a scrivere un blog.
Dopo tutto, non valgo una cicca come scrittrice, non comunico in maniera accattivante, non ho l'arguzia e l'ironia della sora Cesira, non rilascio perle di saggezza, non offro argomenti interessanti né stimoli particolari (che non siano vomito o diarrea), non rispondo a quesiti scientifici o tecnologici, non mi intendo di politica (che non sia anti-berlusconiana per principio), di piante grasse ne scrive mezzo mondo, di cactate in giro per il web ce ne sono a profusione... Insomma, a chi giova questo blog? Cui prodest tutto ciò? (cit. il mitico Gene).
Lo faccio forse per una sorta di appagamento personale? Per mettermi in gioco o in mostra? Per sentirmi più importante? O per far sentire al mondo che esisto? Per masochismo? Oppure semplicemente per mio diletto personale?
Per tutto e per niente. Forse la speranza nascosta è che un giorno diventi uno dei blog più visitati del web (povera illusa), o un punto di riferimento per i grassofili in erba, o il ritrovo delle casalingue disperate di tutta Italia.... ma non ci credo granché. 
Una cosa è certa: il blog mi rispecchia, e serve solo a me stessa. Perché, in fin dei conti, io e il mio blog siamo fatti della stessa pasta: tanta farina del mio sacco, alcuni cucchiai di olio di gomito, un po' di sale in zucca... e tutto sommato, ne posso andare orgogliosa.