martedì 29 marzo 2011

Un week-end a tutto cactus

Dopo lunga ed attenta riflessione (dieci minuti), sabato 19 marzo decido di aggregarmi all'allegra brigata di Cactipedia, per la visita ad un notissimo vivaio di piante grasse, Fioreverde, vicino a Reggio Emilia.
Consapevole che sarà un bel viaggetto, per me, e di cosa mi aspetta il giorno successivo (compleanno della bimba e relativa preparazione), cerco di organizzarmi al meglio per partire, l'occasione è troppo ghiotta!


Ore 5,15, esco di casa, è ancora buio; parcheggio l'auto in un posto a pagamento, per scongiurare brutte sorprese, butto le monete nella famigerata macchinetta mangiasoldi e... me le risputa tutte fuori: sono troppe! Inizio ad imprecare, dolcemente, e reinserisco tutte le monetine (che per 12 ore di parcheggio sono parecchie); per non farmi fregare di nuovo, evito di buttare gli ultimi dieci centesimi... tiè, 10 minuti di parcheggio non li pago, chissenefrega, ma meglio che ricominciare daccapo con le monetine!
Causa questa lieve perdita di tempo, inizio a correre verso la stazione, manca poco alle 5,47 ora prevista di partenza; oblitero, salgo sul treno semideserto, mi siedo e mi calmo, avendo già l'affanno. Miiii che puzza questo posto! Mah, mi sa che puzzano tutti alla stessa maniera.


Finalmente, scocca l'ora ics: il treno avanza di pochi metri e... stop. Ci fermiamo di già? Cominciamo bene! Poco dopo si riparte. Fiuuu meno male, tutto a posto. 
Prima fermata: "Falconara, stazione di Falconara. Il treno arriva con 6 minuti di ritardo, Trenitalia si scusa per il disagio". Oddio, alla prima fermata già 6 minuti di ritardo, come media non è male. La cosa inizia a puzzarmi. O forse è solo il posto che ho scelto, sul finestrino, per guardare il mare. 
Il mare... constato con amarezza che la spiaggia è quasi scomparsa dopo le mareggiate invernali... fra un po' i bagnanti si ritroveranno a prendere il sole sdraiati sulle rotaie del treno.
Seconda tappa: "Il treno arriva alla stazione di Senigallia con 12' di ritardo, Trenitalia si scusa per il disagio". Aridaje! Il viaggio è iniziato proprio male. Per fortuna una bella alba rosa sul mare riesce a rilassarmi per qualche minuto, ma subito dopo inizio a sentirmi ansiolitica.
Le fermate si susseguono a ritmi piuttosto lenti: e capirai, altre 16 fermate con questo andazzo... ma quando arriverò?
Entra una ragazza, extracomunitaria, lascia bigliettini in ogni posto, scompare per un attimo, e poi ricompare porgendo la mano; leggo allora il biglietto, scritto al computer: "Sono povera, ho due bambini, abbiamo fame, dateci qualcosa, Dio vi protegga". Purtroppo nel tempo ho imparato a non fidarmi di certe dichiarazioni, mi spiace, ma declino l'invito.


Dopo aver accumulato 26' di ritardo ed aver elargito scuse per i disagi (e 'sti capperi, che me ne faccio?) almeno una dozzina di volte, Trenitalia decide finalmente di sopprimere il treno a Bologna per una qualche indisponibilità alla trazione alle rotaie alla motrice alla vattelapesca (ogni tanto mi calava la palpebra e mi son persa qualche pezzo) e di lasciarci tutti a piedi... ma no, gentilmente ci avverte che possiamo prendere il treno che arriva alle 9,26 (quando io alle 9,04 sarei dovuta essere già a Reggio grrrr). In pratica è il treno che parte l'ora successiva da Ancona... a saperlo, avrei dormito un'ora di più.
Mi scuso per il disagio (ops) con le persone che dovevano aspettarmi alla stazione, saranno un po' incavolate, al cellulare non sembra, ma tant'è, che posso farci? Nell'attesa mi prendo un caffè al bar, cerco poi il binario della famigerata coincidenza (ovviamente diverso da quello previsto), e finalmente arrivo a Reggio.


La giornata è fortunatamente mite e soleggiata, malgrado previsioni avverse... almeno questo.
Gianna ed Evelyn (si meritano una menzione speciale) mi aspettano con gioia, non danno troppo peso all'inghippo, non siamo in ritardo eclatante tutto sommato... allora perché Evelyn comincia a sfrecciare nel traffico? Tranquiiiilli, anzi, grazie alla sua guida sportiva ma impeccabile e al turbo sapientemente inserito nei rettilinei, nonché al tom tom umano al posto di navigatore, in men che non si dica arriviamo a destinazione.


La serra è perfettamente incastonata come un diamante tra le colline emiliane, tutt'intorno il panorama offre alla vista bianche montagne innevate, che pace... certo, se dovessi tornarci da sola non ritroverei la strada da quanto è imboscata.
Il resto del gruppo è già in giro per la serra, ognuno con la cassettina in mano, ma prima ho un altro problema urgente da risolvere: plin plin! Non so voi, ma io con la vescica in pressione non riesco ad essere disinvolta, anzi, ci sto proprio male, per cui chiedo subito se c'è un bagno, una buca, un paravento, qualsiasi cosa, e così il titolare, gentilissimo, si trova costretto ad accompagnarmi all'unico bagno sito nelle vicinanze, cioè a casa sua. Uau, credo proprio di essere stata l'unica a visitare l'abitazione del signor Tauro, probabilmente anche lui si ricorderà di me la prossima volta.... ecco quella che se la fa addosso! ahah! Vabbè...
Finalmente, libera da ogni peso, faccio il mio ingresso trionfale in serra, la gente è sparpagliata ovunque, la maggior parte piegata a 90° a guardare le piante nei minimi particolari, ma soprattutto a leggere i cartellini; prendo una scatolina anch'io, piccola per non esagerare, e inizio a salutare chi conosco e anche chi non conosco... e ciao ciao, bacio bacio, micio micio, sì, il treno era guasto, e già, potevano cambiarlo, fa niente, finalmente sei qui, ma sei tu quella che...? no, è un'altra, tu invece sei quello che...? sì, sono proprio io! E tu per caso sei quello col nick...? Ma dai! ahah che bello darti un volto!... Il cuore palpita.
Quando si entra in un posto del genere,  bisogna partire organizzati, ed infatti per evitare perdite di tempo alla ricerca del cactus perduto, mi ero preparata una wish-list: block-notes in mano, riempio la cassetta a tamburo battente, dando anche spazio a qualche out of list. Miiiii quanta bella roba!
Arriva in fretta l'ora di pranzo, si fanno i conti, e naturalmente rimango l'ultima a pagare, mentre tutti gli altri scattano una bella foto di gruppo... bella perché ovviamente manco io.


Ci avviamo verso il ristorante, a pochi km, è proprio una bella tavolata la nostra, più di 30 persone, da mezza Italia... emozionante. Il menù è ricco e vario, tutto ottimo tranne, personalmente, degli stranissimi ravioli alla zucca dal sapore agrodolce; il vino è ugualmente all'altezza, e si capisce da come rido... 
Tra un boccone e una flashata in posa col sorriso a 32 denti, arrivano presto le 16,00: c'è chi prende la via di casa sua, chi prende la via di casa di altri, e chi ritorna alla serra. Ecco, io sono tra le insaziabili che tornano alla serra, le mie compagne di viaggio hanno un qualche appuntamento con un misterioso forumista che non poteva liberarsi prima, e questa seconda tappa ha fatto sì che anziché salire in treno con una busta, sia salita con due... per fortuna non fanno pagare il bagaglio a mano.


Grazie alle mie autiste puntualissime, riesco comodamente, con 5 minuti di anticipo, a prendere il treno prenotato per il ritorno; saluti di rito e via, più veloce della luce... o almeno, ci spero, visto che il treno è un Frecciabianca.
Cerco il mio posto sulla carrozza deserta, anzi no, c'è solo un ragazzo laggiù in fondo: toh, manco a dirlo, occupa proprio il mio posto. Lo lascio magnanimamente seduto e mi siedo accanto. Attacco l'i-pod a palla e faccio scivolare le mie canzoni preferite dentro le trombe di Eustachio, cercando di combattere la stanchezza... tra l'altro ho dei dolori ai muscoli degli stinchi che quasi non riesco a camminare... sarà colpa degli stivali che ho messo per essere più in tiro? I soliti scarponcini comodi no eh?
Sale una ragazza extracomunitaria simile nell'aspetto a quella dell'andata, lascia anche lei dei bigliettini in ciascun posto, esce e ritorna poco dopo; toh, guarda caso il biglietto recita una bella frase originale: "Sono povera, ho due bambini, abbiamo fame, dateci qualcosa, Dio vi protegga". Mi convinco del tutto che essere malfidata è un pregio, torno a sentire le mie canzoni facendo finta di dormire... finta... in verità il sonno si sta prepotentemente impossessando delle mie membra.
Tra un sonnellino e un po' di lettura, arrivo con incredibile anticipo a casa... grazie Trenitalia!




Volevo raccontarvi la magia di condividere dal vivo, con altri fissati le spine, una passione incomprensibile a molti, l'emozione di crogiolarsi della loro compagnia sentendosi meno soli in questa pazzia, di parlare citando nomi astrusi, di scambiarsi consigli di coltivazione da nord a sud, di fare a gara a chi ha avuto meno perdite durante l'inverno... non credo di esserci riuscita, malgrado la lunghezza del testo: e per questo, stavolta mi scuso io con tutti voi per il disagio!


Le foto dell'incontro sono linkate sopra, mentre i miei succulenti acquisti li potete ammirare qui.



giovedì 17 marzo 2011

Ene passati 150 ani

Per festeggià
i 150 ani d'unità
vojo decantà
dò rime in ancunetà.

Pò sembrà un contrusenzo
ma se propio bè ce penzo
i dialeti de ogni regiò
fanne la lingua dela naziò.

El fago tanto per non scordà
st'importante ricurenza,
non perché ve vojo insegnà
cum'è 'rivata l'indipendenza.

Però ricurdamoce de Mazini,
de Garibaldi e i garibaldini,
delle guere, dei Savoia,
de Cavure, dela storia:

inculcamo 'ntei cerveli
dei nostri fioli beli
il senzo de la patria
dal Trentì a Regiu Calabria*,

de l'uguajanza, del rispeto,
finché stamo soto 'sto teto,
pè le leggi e la costituziò
che ha da valè per tuti, no?

Nun dè reta a chi ve dice
che l'Italia s'ha da divide,
queli dane aria alla boca
e 'ste strunzate sentì ce toca.

Sbandieramo el triculore
con orgojo, con amore
'nte i stadi e non soltanto
mentre intonamo el canto:

Frateeeliii d'Italiaaaa
l'Italiaaa s'è destaaa...
e per st'ano, gente mia,
godemoce 'sta festa.


* spero me capiré che, se non ho citato le isule che stanne pure più a sud, è perché nun me veniva bè la rima!



mercoledì 16 marzo 2011

Toglietemi tutto, ma non il mio brain

Sento che sto diventando troppo seria. 
Sento che mi sto facendo sopraffare dagli eventi. Sento come se mi stessero sfiatando il cervello, scippando l'allegria, rosicchiando la spensieratezza. 
Aaaargh, devo assolutamente scrollarmi di dosso tutti gli avvenimenti degli ultimi tempi, le disgrazie, ciò che accade intorno a me, e anche a me - e perché no mettiamoci anche la routtine (sì sì, proprio con due t) quotidiana, che so bene che se non ce l'avessi mi mancherebbe, ma se fosse meno quotidiana starei sicuramente meglio -, ho bisogno di riprendermi le mie risate, le mie battute, le mie innocenti evasioni, di sdrammatizzare, scherzare, perché io sono così e non posso farne a meno. E anche perché ci stanno rimettendo i rapporti interpersonali, la famiglia, ma soprattutto ne gode il mio esaurimento nervoso.
Per questo mi chiedo, e lo chiedo anche a voi... ma è giusto che io continui a ridere quando gli altri piangono? Voglio dire, ok, mi lascio prendere dagli eventi, me ne dispiaccio, mi rattristo tantissimo, credetemi... ma per quanto tempo devo farlo? Sono egoista se continuo a dare sfogo alle mie minchiate, anche di fronte alle brutture della vita, soprattutto quella degli altri? 
Ci ho pensato un po'... e la risposta è sì, sarò egoista, insensibile, stronza, e mettiamoci pure ignorante, ma non posso deprimermi troppo a lungo... D'altronde, si sa, finché non capita a noi, ne soffriamo, certo, ma fino a un certo punto... o no? Dite che sto cercando di giustificarmi? Che sono menefreghista?
Sta brutto, faccio un esempio, pensare di essere fortunata a vivere da questa parte del mondo? Fortunata ad avere degli affetti, un lavoro, una casa, mentre milioni di persone altrove lottano per la sopravvivenza? Malgrado Berlusconi, dico. Certo, anche l'Italia potrebbe sprofondare nel Mediterraneo, essere colpita da un meteorite, venire derisa per colpa del premier... no, questo succede già. E anche tutti i capisaldi della mia vita potrebbero crollare da un momento all'altro, ne sono perfettamente consapevole, potrei perdere in una scorreggia lavoro, affetti e casa e ritrovarmi nella merda in quattro e quattr'otto. E allora? 
E allora, mi dispiace, gente, ma ho deciso: per dirla alla Carlo Conti, è l'ora della scooossaaaa!
Oddio, parlare di scosse in questo momento non è divertente, lo riconosco... mmm... insomma, il senso è che ho bisogno di sgrullarmi, tipo pene dopo un'orinata.
Qualcuno diceva "ci penserò domani"... io dico "ci penserò quando toccherà a me".
Perché la vita è un cactus... ma di questo parliamo un'altra volta.



mercoledì 9 marzo 2011

La quiete dopo la tempesta

Da tre giorni splende un bellissimo sole, ma esattamente una settimana fa la situazione era questa, in molte zone delle Marche:


Sono foto scattate velocemente mercoledì 2 marzo, sulla strada per andare al lavoro, nella vallata tra Loreto e Recanati. 
Dopo due giorni di pioggia incessante, il fiume Musone e molti fiumi marchigiani, solitamente tranquilli e di scarsa importanza idrica, sono esondati, causando allagamenti in paesi e campi circostanti.
In Ancona pochi danni, per nostra fortuna: allagata come sempre la Baraccola, e infatti, pur sapendolo, ho bellamente sfidato i 20 cm di acqua fluttuante sulla strada, dopo aver ignorato un divieto messo leggermente da una parte... mi è tornata in mente la triste scena di diversi anni fa, quando rimasi impantanata con l'auto, proprio in quella zona... un'esperienza spiacevolissima.
I danni maggiori si sono verificati nel sud delle Marche, danni ingenti all'agricoltura e tre sfortunate vittime, tra cui due persone a Casette d'Ete, incredibilmente sorprese dalla rottura degli argini del fiume in piena, proprio mentre passavano con l'auto... una morte orribile.
Alcuni comuni senza luce né acqua per ore se non giorni, e, giusto per non farci mancare niente, neve abbondante nelle zone interne e a nord della regione... alla faccia della primavera. L'aria rimane davvero gelida, malgrado il sole di questi ultimi giorni.


Tutto questo per dovere di cronaca, e non mi sembra il caso di ironizzarci sù.
Ma mentre il maltempo nelle Marche è stato protagonista anche dei tg nazionali, al contrario non è stato dato spazio al grave nubifragio in Basilicata, avvenuto negli stessi giorni, di cui sono venuta a conoscenza solamente grazie ad una cactofila materana, che ci ha informato sulla situazione in terra metapontina:
http://www.cronacalive.it/alluvione-basilicata-danni-pesanti-per-la-viabilita-verra-chiesto-lo-stato-di-calamita.html
http://www.ilquotidianoweb.it/it/basilicata/matera_basentana_cede_ponte_1022.html
http://www.youtube.com/watch?v=2NdZAbNrJjM&feature=related
Non voglio impegolarmi in discorsi più grandi di me, parlando delle istituzioni, della politica e dei loro intrallazzi, cosa che non so fare tra l'altro, ma questa grave mancanza di informazione non me la spiego... che sia considerata una regione di serie B? 
Eppure i danni di un'alluvione non sono bazzeccole, ci rimettono i cittadini, l'economia, il paesaggio, le infrastrutture... 
Chi mi conosce sa che non amo la neve: la neve è stupenda in montagna, ma in città crea disagi a non finire, soprattutto in quelle collinari come la mia, dove non si è attrezzati per affrontarla come si deve.
Ma l'acqua, ragazzi, fa paura: è incontrollabile, è potente, entra nelle case, ti rovina tutto, ti travolge senza darti il tempo di rendertene conto, trascina con sé tutto quello che incontra, ti uccide.
La natura è bella, affascinante e crudele al tempo stesso... o non ci sarà forse, anche lo zampino dell'uomo in certe catastrofi?



mercoledì 2 marzo 2011

Strepitosi Still!

Grandioso concerto domenica sera degli Still Together, col loro unico ed inimitabile Still for Tina - a Tribute to Tina Turner, un mito vivente del rock.
E chi sono gli Still Together, vi chiederete voi? Ebbene sì, è la band che seguo da anni come fan, e di cui ho vissuto gran parte dell'evoluzione artistica... il gruppo di mio cognato, Ric!
Per i curiosi linko la pagina di Facebook - Still for Tina  dove potete tra l'altro informarvi sulle prossime eventuali tappe, da non perdere nel caso vi trovaste in giro per le Marche.
Mio cognato, per la cronaca, è il chitarrista... e di chitarristi ce ne sono due, uno pelato e uno capellone: indovinate chi è lui?






Un concerto ma soprattutto un progetto a favore dell'AISLA, l'associazione che sostiene i malati di SLA, una malattia neuro-degenerativa attualmente incurabile, poco conosciuta, subdola, e che colpisce circa 6 persone su 100000, in Italia. 


Anzitutto estremamente dignitosa la location, il Teatro Persiani di Recanati (MC), un piccolo teatro ottocentesco con tanto di palchetti, recentemente ristrutturato e con una buona acustica.
Un paio di foto dal palco... miii che emossion! 
Si scorgono, tra i primi spettatori a sedersi, alcuni parenti...







Lo spettacolo scivola via piacevolmente, ha una forte coralità ed è ben confezionato da tutti gli artisti, dai musicisti, alla cantante, alle coriste fino alle giovanissime dancers, senza dimenticare ovviamente l'ottimo lavoro svolto da tecnici luci e audio.


Mentre band e ballerine si scalmanano sul palco eseguendo i pezzi più significativi cantati da Tina dagli esordi della sua carriera fino ai tempi più recenti, sul mega schermo allestito alle loro spalle scorrono i video della graffiante cantante americana. 
Cristiana, la storica cantante solista, interpreta con grinta il proprio ruolo e si prodiga anche in numerose coreografie, appena appena limitate dal fatto che è da poco in dolce attesa... avrei voluto urlarle di non affaticarsi troppo, ma era troppo scatenata!


Essendo già la seconda tappa (la prima è stata in ottobre), i ragazzi, a detta di chi ha assistito ad entrambi gli spettacoli, si sono mossi con molta più dimestichezza sul palco, non facendo trapelare alcun cenno di emozione né il minimo errore. Che artisti!


Insomma, ragazzi, che dire se non che è stato un successone? Mesi e mesi di faticosi preparativi, ma ben ripagati da una riuscita perfetta!
Anche se, lo dico con una punta di nostalgia, mi sono un pochino mancati gli assoli di chitarra del cognato ai tempi in cui suonavano i Pink Floyd... 


E infine eccovi tutta la band al completo,  a raccogliere gli applausi del pubblico... 




Complimenti ragazzi, anche per la lodevole iniziativa di beneficenza di cui siete ambasciatori, quindi un bravo a tutto tondo! Alla prossima!