domenica 13 febbraio 2011

Tanta voglia di lei

Lei... la primavera, naturalmente.

Durante l'inverno, gli sguardi in serra, tra pioggia, freddo e buio sono infrequenti; ma appena spunta un raggio di sole, eccomi lì, armata della mia fida digitale a controllare come procede l'andazzo.
Se solo avessi una digitale coi fiocchi, mi piacerebbe poter trasmettere con nitidezza tutti quei meravigliosi particolari che l'occhio appassionato coglie, e di cui godo mentre osservo le piante prendendole in mano ad una ad una.
Sono questi i momenti in cui vorrei avere un occhio bionico, di quelli che zoomano, croppano, scontornano... Invece la dura realtà è che l'età purtroppo avanza e per guardarle da vicino sono costretta a togliere gli occhiali... e a volte non mi soddisfa neanche questo.
E allora, non potendo ovviamente dotarmi di occhio bionico, cercherò prima o poi di dotarmi di un obiettivo macro che riesca a trasmettere su video quelle sensazioni provate con gli occhi.

Ma torniamo alle creature spinose: molte piante sono ancora immobili, ma altre mostrano già areole scoppiettanti, peluria frizzantina, e boccioli noncuranti del freddo! 
Segno che le giornate che si allungano e qualche ora di sole in più concedono già benefici effetti.

Uno spassionato consiglio a tutti i grassofili: controllate sporadicamente anche il "lato B" delle piante, sollevandole e girandole, potreste trovare come me l'uovo di pasqua, come, ad esempio, una bella nidiata di cocciniglie cotonose su un Ferocactus herrerae v. brevispinus, successivamente trattato a dovere con alcol prima e reldan poi... era nei reparti arretrati e non me ne ero mai accorta.



Ma andiamo per gradi. Poche le fioriture di questo periodo, non possiedo turbinicarpus precoci, ma mi accontento di un'Aloe haworthioides

e di un dolcissimo Pachyphytum oviferum 

























Qualche particolare curioso: gli "scalini" di un Gymnocalycium anisitsii... 


... il caudice di un Pachypodium bispinosum che fa il verso ai bonsai...









... la strana crescita di questa Copiapoa tenuissima crestata 
che mi ricorda 
tanto un 
battistrada

.








Alcuni Echinocereus si sgonfiano in maniera indecente, chissà se per farli riprendere basterà un po' di concime o dovrò ricorrere al viagra? 

Echinocereus morricalii




Echinocereus triglochidiatus var. mojavensis 



















Stesso discorso per questa Escobaria missouriensis, che è diventata più bassa di me... e ce ne vuole!

Anche le succulente subiscono la stessa sorte, e in maniera ugualmente appariscente; un esempio per tutte, questa Stapelia variegata... ma d'altronde, stando in serra fredda, è pericoloso annaffiare: procederò ad una leggera idratata in una bella giornata di sole.




Per fortuna le spine restano belle vispe e lucenti: 
quelle "pel di carota" della Sulcorebutia steinbachii 
var. horrida



e spine lunghe e morbide di una Lobivia non meglio identificata















Un'occhiata alle Agavi non manca mai; è un genere che mi prende parecchio, molto vasto, bello anche se stanno lunghi anni senza fiori, visto che per esse la fioritura coincide con la loro morte, lasciando ai posteri appositamente fatti nascere accanto a sé, il compito di perpetuare la discendenza. 
Peccato solo che la maggior parte diventi di dimensioni esagerate, non adatte ad una coltivazione di tipo "balconare", per cui... spazio alle varietà nane e alle cucciolotte, per ora, poi si vedrà.





Quest'Agave titanota mostra i denti 
senza suscitare nessuna paura...

... le mie due Agave Victoriae-reginae  non proprio uguali...


... guardo meglio quella di sinistra, ma... cosa spunta dalla terra? Un pirullino! Cosa sarà? Lo scoprirò solo vivendo... oppure se avete idea di cosa possa essere non esitate a dirmelo, vi prego!
Un'Agave variopinta, la lophanta quadricolor, ricevuta in graditissimo dono: sembra ben cresciuta rispetto all'anno scorso


Ed ora, l'orgoglio di tutti i grassofili: i fiori! Dove? Beh, un occhio clinico ed attento non potrà non scorgere tra le spine, dei boccioli appena abbozzati... che spero potremmo ammirare tutti insieme, prima o poi!
 


Dai... non dite anche voi che la peluria sia più accentuata?








I boccioli iniziano a farsi vedere soprattutto su echinopsis e generi simili, oltre a qualche rebutia 

Queste belle visioni beneauguranti invogliavano ad iniziare i lavori di rinvaso, così, con l'aiuto della mia piccola, felicissima di aiutarmi, ho deciso di iniziare a svasare quelle piante comprate tra l'autunno e l'inverno e che necessitano di un ricambio totale di terriccio.
Ecco il frutto del nostro lavoro, un'oretta trascorsa a togliere pazientemente la torba attaccata alle radici in maniera più pulita possibile... le sue piccole dita sono favolose in questo caso!


E come non accontentarla se vuole fotografare la mamma? 
Grazie a lei, anch'io a volte riesco meno "carta-igienica" del solito! L'echinocereus tra le mie mani però è molto più fotoigienico, devo riconoscerlo...
PS: ho rimpicciolito la foto più possibile per evitare possibili traumi ai gentili ed ignari lettori che si avvicinano al blog ihihih

Infine, forse per soddisfare questa mia voglia di primavera, è venuta a trovarmi una bestiolina...



...noooooo non questa bestiaccia qui, che ho gentilmente sfrattato dall'Opuntia spinosior, ma una meravigliosa coccinella: si è sgranchita un po' le gambe sulle spine di un Thelocactus, poi si è messa in posa, in equilibrio incerto, e poi... non l'ho più vista! Spero sia ancora lì dentro per spazzolarsi via tutte le cocciniglie...
Che sia un segno tangibile di una primavera ormai alle porte?