sabato 5 febbraio 2011

I piccoli grandi piaceri della vita

  • Svegliarsi alle 7 anche il sabato mattina per accompagnare il figlio a scuola, e ritrovarsi piacevolmente baciati da un sole splendente come non si vedeva da settimane... intanto raschiare il parabrezza dal gelo.
  • Uscire di casa senza trucco e mezza spettinata, tanto sai che non incontrerai nessuno che conosci.
  • Concedersi una colazione al bar, e incontrare guarda caso due amiche che quella mattina non ti hanno chiamato per fare colazione con loro... e accontentarsi comprando i cornetti per il resto della famiglia ancora a letto.
  • Stendere le mutande lavate la sera prima, nel silenzio del quartiere e della casa addormentata... e rintanarsi svelta svelta al calduccio perché dopo 10 minuti in balcone ti si sono gelate le dita dei piedi.
  • Vedere la faccia contenta della figlia perché le hai portato dal bar la brioche alla nutella... lei non lo sa, ma la nutella ce l'ho messa io.
  • Godere del suo sorriso e del suo abbraccio affettuoso perché l'hai sorpresa con le figurine dei cucciolotti che non si trovavano da nessuna parte... e pensare che con quegli 8 euro di capitale speso in figurine, perché i figli sono due e gli album anche, potevi comprarci quella bella piantina vista la settimana scorsa al garden.
  • Dirigere il marito nelle poche faccende domestiche che sa fare, e mentre lui passa l'aspirapolvere, girare per le serre nei tre balconi, sotto un cielo azzurro e col sole che ormai ha riscaldato l'aria e addirittura acceca.
  • Prendere in mano le piante una ad una, rigirarle da ogni lato e scoprire che proprio da quel lato che rimane dietro la tua vista, quella bastarda di cocciniglia (un colpo che ti piglia), noncurante del freddo e del reldan dato a fine estate, sta beatamente pascolando su un paio di piante... ed ogni tanto qualcuna trasvola su altre.
  • Uscire con largo anticipo per ritirare il figlio da scuola, dicendo di fare tappa al supermercato, e invece approfittarne per fermarsi al garden che guarda caso si trova proprio lungo la strada, allungando il percorso giusto giusto di quegli insignificanti 3-4 chilometri.
  • Coccolarsi con quella nuova pianta che avevi puntato dalla scorsa settimana, e tornare a casa con tre... ma solo perché sei tirchia.
  • Mettersi al pc per appuntare i pensieri che stanno scorrendo nel cervello... e scoprire che non ti vengono le parole come le avevi immaginate mentalmente. 
  • Rileggere tutto ciò che hai scritto finora e renderti conto che oggi non hai proprio voglia di fare un cactus.
Togliersi uno sfizio ogni tanto, non ha prezzo; fare uno strappo alla regola, e al colesterolo, è appagante. 
Gratificazioni effimere ma salutari, che non hanno un prezzo.
No, ne hanno due: 25 euro spesi in venti minuti e le faccende trascurate che rimarranno comunque da fare nel pomeriggio o alla domenica... non c'è Mastercard che tenga.


E i vostri piccoli grandi piaceri quali sono? Hanno risvolti tragicomici come i miei? Raccontatemi...